18/04/2009 - IGNACIO GARCIA, DOMENICO FRANCHI E STEFANO MAZZANTI CURANO A TRIESTE L'OPERA LIRICA IL CARRO E I CANTI

Al Teatro Verdi di Trieste il 17 aprile va in scena un dittico di cui la prima parte è dedicata alla prima assoluta dell’opera lirica in un atto IL CARRO E I CANTI che la Fondazione Teatro Verdi ha commissionato al compositore Alessandro Solbiati. Personalità fra le più interessanti del panorama musicale italiano contemporaneo, Solbiati è un compositore che ha al suo attivo importanti lavori realizzati per La Scala di Milano, la RAI, il Ministero della Cultura francese, l’Università di Parigi, la Biennale di Venezia, il Festival Milano Musica e il Teatro Comunale di Bologna.
Il libretto dell’opera, che l’autore preferisce definire “sinfonia scenica” in cui “il testo si trasforma in evento musicale proiettato sulla scena attraverso le voci e i gesti dei protagonisti”, è stato elaborato dallo stesso compositore che l’ha tratto dal dramma di Alexsander Puskin “Il festino in tempo di peste” e porta in scena quattro personaggi riuniti in una festa per esorcizzare l’incombente minaccia della peste.
La festa è un vero contrappunto di reazioni psicologiche ostentate dalle due coppie di protagonisti di fronte alla minaccia: angoscia e malinconia da una parte; spavalderia e allegria dall’altra. Il passaggio di un carro di cadaveri, che rappresenta la chiave di volta dell’opera, rende vana ogni possibile iniziativa e separa, anche da un punto di vista musicale, i due canti che i personaggi si richiedono l’un l’altro: il primo, un vero Lied di nostalgia, il secondo un surreale “inno alla peste”. Alla fine la follia si abbatte su un personaggio di ciascuna delle due coppie di protagonisti a dimostrazione che né la spavalderia, né la malinconia possono proteggere. L’ambientazione dell’opera è l’esemplificazione, del momento storico contemporaneo di incertezza e tragedia incombente in cui una parte dell’umanità festeggia, mentre un’altra muore.
Lo spettacolo, il cui allestimento è stato realizzato nei laboratori del Teatro Verdi, si svolge in un atto unico; la regia dello spagnolo Ignacio Garcia che è affiancato dallo scenografo e costumista Domenico Franchi  e dal light designer Stefano Mazzanti, tutti docenti per il corso di Scenografia presso l'Accademia di Belle Arti SantaGiulia, è concentrata a sottolineare la dimensione simbolica della festa amplificando la dimensione allegorica del testo di Puškin. Allegorico anche il microcosmo formato dai cinque personaggi: essi - due coppie e un sacerdote, che entra in scena nell’ultima parte dell’opera- si contrappongono all’invisibile presenza del morbo come simbologia dell’ eterno confronto tra l’uomo e la morte. Gli interpreti sono i soprani Alda Caiello (Mary) e Sonia Visentin (Luisa); il tenore Gianluca Bocchino (il giovane), il baritono Maurizio Leoni( Walsingham) e il basso Gianluca Buratto (il Sacerdote).

Le repliche verranno proposte fino al 24 aprile.


Luogo Evento: Teatro Verdi, Trieste
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