24/01/2010 - LA SCUOLA DI SCULTURA DELL'ACCADEMIA SANTAGIULIA PARTECIPA ALLA MOSTRA - NATURA DI PIETRA -

Verranno inserite all’interno della mostra “Natura di pietra”, presso il Museo del Marmo di Botticino a partire da domenica 24 gennaio 2010, le opere del Maestro Pietro Ricci, docente di Tecniche del Marmo e delle Pietre dure dell’Accademia di Belle Arti SantaGiulia, e alcune opere scultoree realizzate dagli allievi del suo corso di Tecniche del Marmo e delle Pietre Dure.

A cura del Maestro Ricci in particolare il gruppo realizzato nel 2009 composto da quattro teste di guerrieri di cui sono riprodotte di seguito alcune immagini . Si devono invece agli studenti le opere "Foglie di Platano", rilievo in rosso Verona, e una Testa in bianco puro greco con base in nero marquinia di Alberto Rodolfi.

L’attività didattica presso il laboratorio del Maestro Ricci consiste nello sbozzare il blocco e nel sagomare poi l’opera fino all’assetto finale del pezzo. La metodologia didattica è quella utilizzata sin dai tempi antichi, che ebbe poi una intesa rifioritura nel XIX secolo con il movimento "Neoclassico". Lo studente realizza un modello definitivo con la creta e poi con il gesso. Attraverso un pantografo per il riporto delle misure si stabiliscono sul gesso i punti di maggiore sporgenza e profondità della statua. In seguito l'attrezzo viene trasferito sul blocco da scolpire e con lo scalpello si vanno a cercare i punti in riferimento alle profondità indicate dal pantografo.
Infine, l'artista insieme al discente, rifinisce la statua con gli scalpelli, le raspe e la pietra pomice.

In poco tempo nasce un’opera che si esprime in forma plastica compiuta. Gli studenti del corso, pur alle prime armi con martello e scalpelli, esprimono già una buona energia, pronta ad esplodere, attraverso un linguaggio rigoroso e senza margini d’errore, rispettoso del passato. I giovani riescono a mantenersi in equilibrio tra le difficoltà operative e le esigenze del mercato dell’arte, sentendo forte la responsabilità di dover tenere vivo il senso di meraviglia che ancora oggi solo la scultura sa offrire.

La scultura figurativa di Pietro Ricci è davvero viva, proponendo una tangibilità spiazzante, nella sua realtà di materia e volumi. Nell’opera di Ricci appare mutata la consapevolezza rispetto al linguaggio volumetrico, il suo fare prende momenti che, attraverso lo sguardo riflessivo delle forme, assimila i silenzi e la dimensione profondamente umana della vita: una vera e propria attitudine a vedere e a pensare. Le sue opere parlano direttamente alla sensibilità dello spettatore, cercando sempre un punto di incontro che sono spesso proprio la forma e la materia, capaci di sintesi formali davvero uniche. Anche le superfici graffiate, non finite, incise sono diventate masse morbide e tattili.
Artista complesso di forte interiorità, Ricci sa coniugare la scultura ad una ricerca che rivela la sua anima di indagatore della figura umana e delle sue potenzialità espressive. Ma sempre con uno sguardo fermo alla sostanza materica della forma e alla percezione di questa come vitalità potenziale, come valore d’unione tra natura dell’ ”uomo” e arte. L’espressione figurativa è inventata dall’artista verso una versione eroica dei volti presentati con la statuaria monumentale, nel solco della fedeltà alla figura.

Così riporta il sito http://www.popolis.it/SezioneEspansa.aspx?EPID=32!10!32!0!52545! in merito alla mostra "Natura di Pietra":
La storia dell'arte bresciana deve molto alla ricchezza di marmi e pietre che, con abbondanza e preziosa varietà, offrono le cave presenti sul territorio. Si tratta di un'ininterrotta storia che unisce, attraverso la ripetizione di gesti illuminati dalla sublimazione del genio creativo, elementi ordinari e straordinari del vivere quotidiano: lavoro, arte, progettazione e trasformazione urbanistica, spiritualita' e devozione.

L'espressione più alta delle "arti del marmo" è senz'altro riconoscibile nella fabbricazione degli altari che, a partire da epoche remote ma più decisamente dall'epoca della Riforma e della prima età moderna, segna il passaggio dall'alto artigianato all'arte. La varieta' della materia prima, dalle infinite sfumature, ha offerto quindi la tavolozza perfetta per la "pittura di pietra" facendola diventare al tempo stesso rappresentazione reale e metafisica della natura.
Il percorso espositivo - secondo l'iniziativa promossa dalla Provincia di Brescia, Settore Sviluppo Economico e Fondazione Pianura Bresciana e che si articola su tre sedi - si propone di indagare, attraverso testimonianze artistiche e documentarie e con l'ausilio di un ricco apparato iconografico, l'impiego del marmo e delle altre pietre nell'ambito bresciano, lo sfruttamento delle cave e le varietà litiche, le tecniche di estrazione e lavorazione, la progettazione e la costruzione degli altari tra Seicento e Settecento. Ma non solo in prospettiva storica: uno sguardo sul presente rende testimonianza di importanti realtà (come il Museo del Marmo di Botticino e la Scuola Vantini di Rezzato) che, mantenendo viva l'arte della lavorazione della pietra, mantengono vivo uno degli aspetti piu' importanti della storia dell'arte e del lavoro bresciani.
L'esposizione sarà visitabile dal 24 gennaio al 21 marzo 2010 a Botticino presso il Museo del Marmo.

Per informazioni:
Rais Cultura
tel.: 030.9038463
fax: 030.9038463

 


Luogo Evento: Museo del Marmo di Botticino (BS)
botticino 2.jpg botticino 3.jpg botticino 4.jpg botticino 5.jpg botticino 6.jpg