13/07/2007 - EX MUSICIS

Organizzata dall'A.L.I - Associazione Liutai Italiani e dall'Accademia SantaGiulia, la mostra presenta ex libris tratti dalla collezione Prof. Stefanino Galli. L’immagine dello strumento fa da referente all’arte del liutaio non meno che all’arte del musicista e designa personalità artistiche (musicisti e liutai) non meno che quelle di chi nella musica identificano la propria personalità.

La mostra è stata curata da Stefania Galli con il supporto scientifico dei docenti dell’Accademia: Direttore Architetto Riccardo Romagnoli, Prof. Anna Lucia Maramotti Politi, Prof. Emilio Greppi, M.a Vincenza Di Vita, con la collaborazione di MRU di Marco Ruocco per la tecnologia di visualizzazione software e la realizzazione visiva del progetto stesso.

Cosa sono gli ex-libris?
(lat. “dai libri di…”; fr. ex–libris; ted. Ex-libris, Bücherzeichen, ingl. ex-libris, book-plate)

Il termine Ex-Libris indica una locuzione bibliografica che denota genericamente un contrassegno (timbro, vignetta, sigillo, cartellino a stampa, carta da visita, scrittura, ecc.), usato a comprovare la proprietà di un libro, spesso con la formula ex-libris seguita dal nome del proprietario, in genitivo. A volte è presente la data d’acquisto e il prezzo del volume. Sono assai frequenti sui codici umanistici e sui primi libri a stampa, e costituiscono elementi preziosi dal punto di vista codicologico, bibliologico, e paleografico.

Gli ex-libris più antichi sono detti comunemente “note di possesso”; l’uso è remotissimo: si ha notizia di annotazioni di proprietà fatte su codici antichi e poste nei fogli di guardia, in fine o più raramente in copertina, con motti e diciture spesso assai curiose o feroci contro coloro che perdevano o non restituivano un libro; talvolta le diciture non portano un nome, e hanno carattere di avvertimento generale.

Il più antico ex-libris sembra esser quello di Hans Igler (Johannes Knabensberg), cappellano della famiglia bavarese von Schoenstett, impresso, a giudizio di W.L. Schreiber (Manuel de l’amateurde la gravare sur bois, Berlino 1892, II), circa gli anni dal 1470 al 1480, inciso in legno.
In Italia quest’uso apparve nel Cinquecento, e si diffuse poi largamente nel secolo seguente.
I primi ex-libris italiani sono da considerati quelli di monsignor Cesare dei conti di Gambara, vescovo di Tortona (1548), e l’altro del giureconsulto pistoiese Niccolò Pilli, del 1559 circa, entrambi incisi in legno.
 
Dopo l’invenzione della stampa, l’uso degli ex-libris manoscritti si trova in pochi incunabuli, ma fu gradatamente abbandonato; all’indicazione di proprietà si volle dare un maggior decoro e un significato ulteriore, ad indicare uno status” di natura storica, culturale, economica, sociale, religiosa, l’effigie quindi di una propria identità: furono indi adottati dei foglietti, recanti stampato o inciso il nome del possessore, il suo stemma, o un’impresa, o figura allegorica, spesso accompagnati da un motto; questi foglietti venivano incollati nell’interno del piatto anteriore della legatura.
L’ex-libris moderno va ricollegato a questa forma tipica, ed è costituito da una vignetta, che reca le parole ex-libris e il nome del proprietario, impressa a parte e unita al libro posseduto per stabilirne la proprietà. 
 

Ex-libris musicali

“…E’ una sigla personale divenuta ormai tanto complessa e definita da essere raffigurabile, è un mondo riducibile in miniatura; ma nel caso degli ex libris musicali si aggiunge qualcosa in più all’immagine. I motti musicali, le citazioni, i frammenti di melodie rimandano in maniera suggestiva a episodi, attività, o passioni del dedicatario; creano allusioni, allargano il campo delle nostre percezioni, si infiltrano enigmatiche, come una sorta di colonna sonora – spesso intima e segreta - dell’identità di chi è ritratto. …”. (Claudio Ambrosini – Compositore)

Gli ex-libris musicali divennero frequenti negli ultimi decenni del 1800; nel periodo precedente gli ex-libris antichi potevano contenere allegorie o strumenti musicali ad indicare che il bibliofilo era interessato in un qualche modo alla musica.
Di questo periodo molti ex-libris eseguiti da artisti di valore, e soprattutto utilizzati normalmente da molti bibliofili, portando così ad una produzione sempre più ampia ed alla nascita del collezionismo.
Non sono molti gli ex-libris nati a designare la proprietà di opere, spartiti o letteratura musicale, numerosi invece quelli a soggetto musicale sganciati dalla primitiva funzione d’uso.

La musica ha la proprietà di essere arte intangibile nell’atto del liberarsi dal legame con il concreto, ma, nel contempo forza creatrice di fantasie e di suggestioni che, forse in modo automatico ed inconscio, l’uomo cerca di decodificare e poi rendere immagine: l’associazione suono-immagine, così frequente nel cinema, si può ripetere in questo modo anche nell’ex-libris.
Questa raccolta vuole quindi sottolineare il fascino originato dal tentativo di legame tra due forme d’arte, la rappresentazione grafica e l’evento musicale.
I fogli, portanti la dicitura Ex-Libris, o quella meno frequente Ex-Musicis, sono ricchi di riferimenti a strumenti, a compositori e a brani musicali, divenendo così una inusuale e originalissima storia della musica; le scuole artistiche sono diverse, così come le tecniche e i risultati ottenuti. 


Luogo Evento: Salò