15/12/2017 - Boi e Faglia espongono le loro opere scultoree a Presepi in mostra presso il Duomo Vecchio di Brescia

Sabato 16 dicembre 2017 alle ore 17.00, si terrà l’inaugurazione di “Presepi in mostra”, rassegna di presepi provenienti dall’Italia e dal mondo, allestita all’interno del Duomo Vecchio di Brescia (La Rotonda).
L'iniziativa fa parte del 44esimo Concorso Presepi del Movimento Cristiano Lavoratori, con “Art’è Natale”, serie di esposizioni di opere realizzate da differenti artisti, esposizione - presso la sede dell'Università Cattolica di Brescia - alla quale partecipa il Liceo Foppa.

Il tema scelto per questa edizione promuove una riflessione sul lavoro come valore di dignità umana e di partecipazione alla creazione della comunità. Si basa infatti su un’affermazione che papa Paolo VI ha pronunciato la notte di Natale del 1968 al Centro siderurgico di Taranto, “È nato l’operaio profeta”.

Per la rassegna Presepi in mostra verranno installate anche le sculture realizzate da Franco Faglia e Daniele Boi.

L'Hdemia SantaGiulia
crede nella necessità di un pedagogia della Pace, basata sulla coerenza tra teoria e pratica, tra principi e azioni, valori ed esperienze attraverso le opere artistiche. Una proposta che richiede prima di tutto una risposta personale, quella di mettersi in gioco per uscire da sé, per andare incontro all’altro, e i due artisti presenti al Duomo Vecchio testimoniano questo: costruire la pace, la scultura, come messaggio di pace. Pensata, plasmata attraverso la materia, espressa attraverso la figura umana.
In un percorso di indagine sugli archetipi della storia dell'uomo che intende esplorare l'anima pulsante che si nasconde dentro ognuno di noi, riportata in superficie attraverso le mani che sono state a contatto con essa e che l'hanno realizzata, diventando così simbolo di pace per tutta l'umanità.

“La pace esige una sua psicologia, un suo spirito morale, che, prima di rivolgersi agli altri, si riflette sopra colui che vuole esercitare la pace.” - Papa Paolo VI


LE SCULTURE

Giacobbe e l'Angelo, la lotta con Dio
Franco Faglia, gruppo scultoreo in terracotta, 210x70x50 cm

Dal libro della Genesi 32, 25-32
“Giacobbe rimase solo e un uomo lottò con lui fino allo spuntare dell'aurora. Vedendo che non riusciva a vincerlo, lo colpì all'articolazione del femore e l'articolazione del femore di Giacobbe si slogò, mentre continuava a lottare con lui.
Quegli disse: «Lasciami andare, perché è spuntata l'aurora». Giacobbe rispose: «Non ti lascerò, se non mi avrai benedetto!».
Gli domandò: «Come ti chiami?».
Rispose: «Giacobbe».
Riprese: «Non ti chiamerai più Giacobbe, ma Israele, perché hai combattuto con Dio e con gli uomini e hai vinto!».
Giacobbe allora gli chiese: «Dimmi il tuo nome».
Gli rispose: «Perché mi chiedi il nome?».
E qui lo benedisse.
Allora Giacobbe chiamò quel luogo Penuel «Perché - disse - ho visto Dio faccia a faccia, eppure la mia vita è rimasta salva».
Spuntava il sole, quando Giacobbe passò Penuel e zoppicava all'anca.”

Arcangelo Gabriele
Daniele Boi, legno di abete, 45x200x150 cm

L'arcangelo Gabriele, vuole avere il compito di essere portatore di un messaggio importante nei confronti delle persone e di tutta l'umanità. Custode della creatività espressa in tutti i campi del sapere: è colui che apre la mente dell'uomo alla comprensione del genio e della bellezza, colui che fa nascere le idee, poiché a lui è legato tutto quanto concerne il concepimento, sia sui piani fisici che su quelli puramente astratti.


Fonte: Accademia SantaGiulia
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