28/02/2007 - GRANDE SUCCESSO INTERNAZIONALE PER DOMENICO FRANCHI

Ha debuttato lo scorso 20 gennaio al Teatro Euskalduna di Bilbao Oberto conte di San Bonifacio, prima opera che il giovane Verdi scrisse per il Teatro alla Scala nel 1836. Questa produzione rientra nel grandioso progetto Tutto Verdi dell’ABAO, una delle istituzioni operistiche più prestigiose di Spagna, che prevede nei prossimi 10 anni la messa in scena, nella suggestiva città basca, di tutta la produzione operistica del grande compositore italiano.

Autore delle scene e dei costumi di questo nuovo allestimento è lo scenografo e artista visivo bresciano Domenico Franchi, docente di Scenografia presso l’Accademia SantaGiulia, che ha affiancato il regista spagnolo Ignacio Garcia nella ricostruzione di un mondo gotico di ispirazione chiaramente romantica, con un forte carattere simbolico e metaforico. Un risultato estetico frutto di un lungo lavoro di studio sulla pittura del romanticismo europeo, che ha focalizzato l’attenzione sul concetto di sublime e  il senso di sgomento dell’uomo di fronte alla forza e alla grandiosità della natura, avvertibile nelle opere di Friedrich, e sulla sensazione di smarrimento dell’uomo riscontrabile nei  grandi paesaggi di Constable e Turner. Nei costumi, chiari i riferimenti ad un estetica preraffaellita con precise citazioni a Millais e Dante Gabriel Rossetti. Franchi e Garcia hanno scelto di percorrere una strada pienamente rispettosa  della natura dell’opera cogliendo lo spirito dell’epoca in cui è stata composta, proprio perché essa stessa non consente un approccio più contemporaneo; tuttavia, alcune scene propongono un ambiente talmente rarefatto che rasenta l’astrazione.

Domenico Franchi è attivo nel panorama italiano ed europeo da oltre quindici anni, ha collaborato con numerosi registi e coreografi di fama internazionale anche grazie alla sua lunga collaborazione con lo scenografo Ezio Frigerio, per il quale ha curato più di venti progetti nei maggiori teatri d’opera del mondo. Questa importante esperienza ha fatto maturare in lui l’idea di una scenografia critica, che abbia un peso specifico nella definizione concettuale dell’intera messa in scena. Ed è in questo senso che ha operato nella progettazione dell’Oberto. Ma diamo un occhiata all’equipe artistica che ha lavorato insieme a Franchi a Bilbao. Il regista Ignazio Garcia, considerato l’astro nascente della giovane scena teatrale spagnola, ha firmato numerosissime regie in Europa ed è direttore artistico aggiunto del Teatro Espanol di Madrid. Il direttore musicale, il canadese Yves Abel, ha diretto nei maggiori teatri d’opera del mondo, dal Metropolitan di New York alla Scala di Milano. Il Light designer Vinicio Cheli, dal ’79 creatore delle atmosfere degli spettacoli di Strehler, poi disegnatore delle luci degli spettacoli dei più importanti registi Europei contemporanei. Il cast è costituito dal russo Ildar Abdrazakov nel ruolo di Oberto, dalla tedesca Evelyn Herlitzius nel ruolo di Leonora, dall’uruguaiano Carlo Ventre nel ruolo di Riccardo, dalla statunitense Mariene Cornetti nel ruolo di Canizza e dalla spagnola Nuria Lorenzo Lopez nel ruolo di Imelda.

Un esito più che positivo, sia di pubblico che di critica, ha convinto l’istituzione operistica bilbaina a riconfermare il felice incontro di Garcia e Franchi per una nuova produzione della stagione operistica 2007/08. L’interesse sempre crescente intorno a questo progetto ha inoltre prodotto una collaborazione internazionale tra la prestigiosa casa editrice britannica Opus Arte e la NHK, televisione nazionale giapponese, per la realizzazione di un DVD in alta definizione che verrà distribuito in tutto il mondo e trasmesso dalla stessa emittente nazionale su tutto il territorio nipponico.

Parallelamente al debutto dell’opera al teatro Euskalduna, la città di Bilbao ha inaugurato presso il Museo delle Belle Arti un importante mostra che illustra l’aspetto visuale dello spettacolo verdiano, attraversando le varie concezioni estetiche che hanno caratterizzato alcune storiche produzioni, dall’epoca del compositore fino ai giorni nostri. Accanto a nomi illustri come Bertoja, Ferrario, Roller, Benois, Prampolini, Frigerio, Pier’Alli, Luzzati, Ceroli compare anche Domenico Franchi invitato dai curatori a chiudere questo percorso con i bozzetti di scene e costumi dell’Oberto.
Insomma un bilancio più che positivo per lo scenografo bresciano, che vede riconosciuto il suo alto profilo professionale in ambito internazionale.


Fonte: www.accademiasantagiulia.it
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