06/11/2007 - IN CARCERE L'ARTE RIDA' LA LIBERTA'

Hanno espresso attraverso l’arte le proprie sofferenze e inquietudini, alcuni detenuti della casa di reclusione di Verziano. Facendo così fruttare dal punto di vista dell’arricchimento formativo l’esperienza che stanno vivendo. L’arte è infatti una modalità di introspezione che consente di comunicare al mondo la propria visione di vita. E, al tempo stesso, sentendo divenire oggettiva la propria espressione, è possibile specchiarsi in essa. Per poter crescere. E cambiare. «Terra e fuoco 2, un’arte per la vita» è l’esposizione nata dalle loro opere, inaugurata ieri all’Ufficio scolastico provinciale, in via S. Antonio 14, con il patrocinio del Comune e della Provincia, e resterà aperta a tutti i visitatori fino al 6 dicembre.
La mostra, alla sua seconda edizione, è il punto d’arrivo di un laboratorio portato avanti nel carcere di Verziano sotto la guida di Agostino Ghilardi, titolare della cattedra di Scultura all’Accademia di Belle Arti Santa Giulia, con l’assistenza degli allievi del corso di Scultura. E con in più una novità, in questa seconda edizione: la partecipazione al laboratorio di alcuni ragazzi dell’Anffas. Nel dare il benvenuto ai realizzatori delle opere, presenti ieri all’inaugurazione, Giuseppe Colosio, dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale, ha voluto sottolineare «l’esempio straordinario di autoformazione e autoistruzione che gli ospiti della casa di reclusione hanno dimostrato nella realizzazione delle sculture in terracotta protagoniste della mostra. Per l’Usp, che porta avanti anche un vero e proprio servizio scolastico all’interno del carcere, iniziative come questa sono il simbolo di quanto la formazione scolastica possa essere per tutti liberatoria».
«In carcere c’è umanità, voglia di fare, di conoscere, di rispettarsi - prosegue Maria Grazia Bregoli, direttore degli Istituti penali di Brescia -. Tutti elementi emersi nel rapporto che si è sviluppato tra i carcerati, i ragazzi dell’Anffas e gli studenti dell’Accademia. Qualche volta gli
stereotipi vanno lasciati in disparte. Con la loro partecipazione all’inaugurazione, i detenuti dimostrano oggi il loro desiderio di essere parte della società».
Anche Attilio Visconti, vice prefetto della Provincia, ha preso parte all’inaugurazione, sottolineando come «l’arte non conosca confini e possa manifestarsi in ogni ambiente, dando corpo agli ideali di libertà» e lanciando un messaggio ai carcerati: «Non mollate mai e ricordate che ci sarà anche per voi un domani sicuramente più positivo».
«Il progetto è nato due anni e mezzo fa grazie a un’idea del prof. Ghilardi - spiega Riccardo Romagnoli, direttore dell’Accademia Santa Giulia -. La manipolazione plastica si è rivelata il mezzo espressivo più efficace. Al laboratorio hanno preso parte fin dall’inizio una quindicina di detenuti che, pur non essendosi mai applicati in nulla di simile, hanno dimostrato grandi capacità, come si può vedere per esempio dai portali che raffigurano l’Inferno, il Purgatorio e il Paradiso, ma anche nelle opere a soggetto libero». Una grande sinergia si è così instaurata tra l’Accademia bresciana e il carcere, nell’ambito di un progetto più ampio di formazione rivolto ai detenuti.
«Il nostro appuntamento con l’arte e la manipolazione è settimanale e prosegue per tutto l’anno - racconta Rosario Nacchia, uno dei detenuti che ha partecipato alla mostra -. È un’esperienza per noi molto positiva, tenersi impegnati in qualche attività nel carcere è importante e, anzi, il nostro sogno sarebbe aumentare gli incontri con il prof. Ghilardi e gli
studenti dell’Accademia. E poi così non solo impieghiamo il nostro tempo, ma lo facciamo in modo utile. Si è creato un bel gruppo, anche grazie alla presenza, quest’anno, dei ragazzi dell’Anffas».
L’esposizione si può visitare presso l’Usp dal lunedì al venerdì, dalle 8.30 alle 17.30.

Chiara Corti


Fonte: Giornale di Brescia