10/12/2007 - LA GIOVANE ARTE PARLA FEMMINILE

Solo donne fra le finaliste della terza edizione del premio promosso dalla Fondazione Dolci

La giovane arte parla femminile

Francesca Longhini è la vincitrice del concorso provinciale di pittura

 

Berlino, Parigi, Barcellona: si propone di esplorare in tre tappe le tendenze dell'arte contemporanea Francesca Longhini, vincitrice del concorso provinciale di pittura promosso dalla Fondazione Giovanni e Marino Dolci per la «Giovane arte bresciana». Il premio, consegnato ieri mattina nel Salone Vanvitelliano affollato di giovani promesse, dà modo di scegliere un percorso formativo e, al nome della vincitrice, ha affiancato sei segnalazioni per altrettante targhe di riconoscimento. Sette i bouquet di fiori, perché è risultata tutta al femminile la rosa delle finaliste determinata dai punteggi espressi dal comitato artistico formato dai critici Luciano Anelli, Fausto Lorenzi e Mauro Corradini, dalla presidente della Fondazione Angiolina Bettoni Dolci, dal direttore Giovanni Marchina e dai componenti del consiglio di amministrazione Eugenio Busi e Antonio Maggi. Nella sua terza edizione, il premio alla Giovane arte bresciana conferma l'affermazione femminile in questo campo: l'ha sottolineato il sindaco Paolo Corsini. L'assoluta trasparenza della formula - che prevede da parte di ogni membro del comitato l'espressione di un giudizio indipendente - è stata ribadita dal critico Fausto Lorenzi che ha motivato le scelte, frutto di una sintesi dei singoli giudizi. L'opera di Michela Papa si caratterizza per «una straordinaria pulizia dell'immagine», che fonde la tradizione iperrealista con un decorativismo riconducibile alla grafica di matrice giapponese. Lorenza Bignotti evoca i graffiti, componendo «una sorta di diario visivo» che ben corrisponde alla precarietà del flusso dei ricordi. Gabriella Ghisleri dimostra una buona padronanza del linguaggio della comunicazione mediatica, isolando la figura in bianco-nero sul fondo colorato. Ricorre alle tecniche grafiche Antonella Bitonte nella sua ricerca di una «assoluta pulizia» del tratto, con chiari riferimenti all'arte del Novecento. Serena Carbonini abbandona la convenzione figurativa, lavora con la materia per immergersi nel flusso delle sensazioni. Le scie di colore di Ilaria Moretti tracciano nella sua pittura «una sorta di fuoco d'artificio». Per tutte vale, insieme all'apprezzamento per la padronanza tecnica raggiunta, la sollecitazione a personalizzare ulteriormente lo stile. Di una «notevole strumentazione» si avvale la vincitrice Francesca Longhini, che propone una sorta di viaggio nel realismo novecentesco, accostando all'evocazione dell'espressionismo elementi riconducibili alla figurazione più recente. L'iniziativa, che si ripete con cadenza annuale, ha il supporto dell'Assessorato comunale alla cultura, dell'Assessorato provinciale alle attività e beni culturali e dell'associazione «Martino Dolci».


Fonte: Giornale di Brescia