02/12/2005 - Solidarietà, una...rete femminile

Nasce dalla tradizione dei retifici di Montisola l’iniziativa che sulle coste devastate dallo Tsunami offre lavoro soprattutto a donne
Solidarietà, una... rete femminile
«Dal lago d’Iseo allo Sri Lanka vogliamo far partire un’onda di vita e di sviluppo»

 


  


Elisabetta Nicoli


 

Molte generazioni di donne per mille anni almeno si sono tramandate a Montisola l’arte di annodare i fili delle reti da pesca. Quell’antica sapienza artigianale, ancora valorizzata in loco con l’utilizzo dei telai, entra nel processo di globalizzazione per innescare un’iniziativa di rinascita dell’economia sulle coste dello Sri Lanka devastate dallo tsunami. Dalle quiete acque del lago d’Iseo, ci si propone di sollevare «un’onda di vita e di sviluppo» per le famiglie dei pescatori dell’Oceano Indiano che nel maremoto hanno perso le barche e gli attrezzi di lavoro. L’idea nata dall’esperienza di una donna fa della risorsa femminile il perno della ricostituzione di un tessuto produttivo. Le «Reti di solidarietà femminile» che - nel duplice significato, reale e metaforico - si stanno componendo tra Montisola e la regione costiera di Colombo daranno lavoro a un centinaio di famiglie cingalesi, impegnando quaranta donne nella gestione della struttura e decine di nuclei per il taglio, la confezione e il montaggio delle reti a domicilio. È preferibile insegnare a pescare che donare il cibo pescato: il motto delle organizzazioni di volontariato nei Paesi in via di sviluppo è stato messo letteralmente in pratica da Pia Cittadini, imprenditrice nel retificio di famiglia che, dopo aver spedito attrezzature tramite la Caritas nell’emergenza post-tsunami, ha intuito la necessità di offrire qualcosa di duraturo a chi aveva perduto ogni risorsa per il sostentamento. L’idea nata nella patria delle reti ha trovato ascolto in ambito bresciano e adeguati supporti per trasformarsi in progetto da tradurre in realtà nel biennio 2006-2008. La Fondazione «Giuseppe Tovini», da più di quarant’anni impegnata sui temi dello sviluppo e accreditata al Ministero affari e steri per l’attuazione di programmi nel Sud del mondo, ha steso il percorso per il «sostegno allo sviluppo locale e alla promozione della donna nella regione costiera di Colombo, attraverso la realizzazione di un retificio meccanico per la produzione di reti da pesca». La sezione di Brescia dell’Aidda, Associazione delle imprenditrici e donne dirigenti di azienda, si è impegnata a supportare l’iniziativa e ad assicurarle gli opportuni agganci. Il Cetamb della facoltà di Ingegneria, Centro di documentazione e ricerca sulle tecnologie appropriate per la gestione dell’ambiente nei Paesi in via di sviluppo, è un riferimento importante, per l’operazione che si avvale di ulteriori apporti, da parte di istituzioni pubbliche e partner privati. Il piano di lavoro prevede innanzitutto la costruzione dell’edificio e, nell’arco di alcuni mesi, la formazione di cinque operatrici e due tecnici-meccanici nel retificio Cittadini. Si potranno a questo punto installare gli impianti produttivi: il progetto prevede sei telai con spolatrici, attrezzature per il fissaggio e un generatore di vapore per lo stiraggio e la tintoria. Facendo leva sulle competenze acquisite dalle persone addestrate a Montisola, si provvederà al trasferimento del know how. Come attività complementari, sono in programma corsi di alfabetizzazione e iniziative d’appoggio alla commercializzazione dei prodotti artigianali tipici delle donne. Nell’arco di due anni la struttura sarà pienamente funzionante: fornendo le reti all’ingrosso e direttamente ai pescatori contribuirà non solo alla rinascita dell’attività tradizionale ma anche alla ricostruzione delle consuetudini comunitarie. Questi i propositi, per l’operazione che richiede un investimento di 732mila euro: un finanziamento è stato chiesto alla Regione; la Provincia - ieri rappresentata, nell’incontro di illustrazione che si è tenuto a Palazzo Broletto, dal presidente Alberto Cavalli e dalla presidente del Consiglio Paola Vilardi - si è impegnata ad inserire le «Reti di solidarietà femminile» tra gli interventi di cooperazione internazionale da sostenere nel 2006. «Il progetto, condiviso con altre realtà economiche e istituzionali, consente alla nostra associazione di percorrere le vie della globalizzazione nella solidarietà, attraverso la realizzazione di un’idea concreta e duratura», ha sottolineato la delegata dell’Aidda per Brescia, Emanuela Gastaldi. La Fondazione Tovini - ha spiegato Giuseppe Mattei - si è avvalsa della consulenza del Cetamb per formulare un progetto rispettoso dell’ambiente e ha trovato appoggio nella comunità cingalese presente in città. Sarà partner locale la Caritas diocesana di Colombo. Montisola produceva già le reti nell’anno Mille: trasmessa sulle sponde dell’Oceano Indiano, questa particolare competenza servirà a promuovere il ruolo della donna nell’economia locale, gettando le basi per nuove attività produttive. Pia Cittadini ha prospettato come obiettivo di questo impegno la realizzazione di «una rete indemagliabile, in una bella sfumatura di rosa, per un futuro di speranza». Il presidente dell’Amministrazione provinciale ha definito «esemplare» l’iniziativa che non si limita all’obiettivo della parità tra uomo e donna, ma punta a valorizzare quanto la donna può dare in più. La matrice femminile si denota nella concretezza della proposta, «nel senso del valore della vita e della dignità delle persone». Tra le adesioni raccolte si distingue il contributo artistico sul tema della rete, offerto delle allieve dell’Accademia di Belle Arti «Santa Giulia».


Fonte: Giornale di Brescia