29/03/2008 - Così il palcoscenico del melodramma creò il mito della primadonna

Si inaugura oggi in Palazzo Martinengo la mostra «Diva, da Maria Malibran a Maria Callas»
Così il palcoscenico del melodramma creò il mito della primadonna

Si inaugura oggi alle 17.30 in Palazzo Martinengo la mostra «Diva. Il mito della primadonna da Maria Malibran a Maria Callas», che resterà allestita fino all’8 giugno nelle sale di via Musei 32. La mostra è promossa dalla Provincia (Assessorato alla cultura), col patrocinio della Regione, in collaborazione con il Museo Teatrale alla Scala di Milano, con il coordinamento organizzativo di Brescia Mostre. Sarà visitabile tutti i giorni, tranne il lunedì, con orario 9-12 e 15-19, ingresso 5, ridotto 3.
«Diva» è annunciata come un viaggio nel divismo operistico al femminile nelle sue diverse declinazioni, aspetto finora mai indagato in maniera organica in una mostra, ricostruito attraverso testimonianze e documenti, ed è curata da Luigi Allegri, docente di Storia del teatro e dello spettacolo all’Università statale di Parma, e da Vittoria Crespi Morbio, conservatrice dell’Archivio di Scenografia del Teatro alla Scala di Milano.
Il percorso espositivo è realizzato da Domenico Franchi, scenografo attivo nei maggiori teatri d’opera italiani ed europei, coadiuvato dal regista madrileno Ignacio García per le ambientazioni sonore. L’allestimento, tra veli leggerissimi che simboleggiano il filtro del tempo e del mito, e fondali scenografici, è costruito con la collaborazione degli studenti della scuola di Scenografia dell’Accademia di Belle Arti Santa Giulia. La mostra vuole in tal modo immergere gli spettatori nella suggestione del palcoscenico del melodramma, attraverso i costumi, i gioielli, le immagini e i documenti delle più celebri Primedonne - da Maria Callas a Renata Tebaldi, da Maria Malibran a Giuditta Pasta, da Rosina Storchio a Toti Dal Monte - accompagnati dall’ascolto dei brani di cui furono mirabili interpreti. Primedonne celeberrime e idolatrate, che non solo hanno segnato la storia della lirica, ma hanno dato un’impronta alla moda, al gusto, all’immagine femminile di intere epoche.
La rassegna da un lato si concentra sulla dimensione storica, la cui conoscenza è da divulgare quanto più possibile perché spesso confinata nei ristretti ambiti degli specialisti e dei melomani. Dall’altro focalizza il fenomeno del divismo operistico. Stampe, fotografie, documenti, abiti e monili in esposizione provengono per la maggior parte dal Museo alla Scala di Milano e dalla collezione Nocera di Sirmione, oltre che dall’Associazione Amici della Scala, dal Museo Toti Dal Monte di Pieve di Soligo (Treviso), dal Museo Rosina Storchio di Dello e da altre collezioni pubbliche e private.
Appuntamenti collaterali (teatralizzazioni, conferenze, testimonianze, degustazioni a tema) e laboratori per le scuole completano l’evento, che si avvale della collaborazione del corso Stars dell’Università Cattolica di Brescia, della scuola di Scenografia dell’Accademia Santa Giulia e del Conservatorio Luca Marenzio.
Informazioni e prenotazioni 030.2807934 - 030.3753003, www.palazzomartinengo.it, Prevendita sul sito: www.ticketone.it.


Fonte: Giornale di Brescia