10/05/2008 - Accademia e museo: sinergie per la formazione

TRA LA SANTA GIULIA E IL MAZZUCCHELLI 
Accademia e museo: sinergie per la formazione 
 
Il museo della donna a Mazzano
Arte, tecnologia e professioni: all’Accademia Santa Giulia non basta «il sapere», bisogna soprattutto «saper fare».
Nella cornice settecentesca dei Musei Mazzucchelli è stato illustrato ieri, in «anteprima», il nuovo progetto didattico - in attesa peraltro dell’approvazione definitiva da parte del ministero dell’Università e della Ricerca - che vede confermare il sodalizio già in essere tra l’Accademia di Belle Arti di Brescia Santa Giulia e la realtà museale: un nuovo corso per una nuova figura professionale, l’Operatore culturale museale.
Una competenza dell’artista d’oggi è infatti quella di rendere attuale il museo, rappresentante del «vero ’’fuori campo’’ che fa sì che le opere liberino il proprio senso», come ha fatto riflettere il vicedirettore dell’Accademia Eugenio De Caro.
Proprio per questo, ha spiegato Angela Bersotti, responsabile dei Servizi educativi dei Musei Mazzucchelli, i corsi si snoderanno su un duplice livello d’insegnamento.
Da un lato ci sarà la didattica dell’arte, come trasmissione generale della conoscenza artistica, dall’altro la più pratica didattica museale, ossia la riflessione sul particolare. E a conferire maggiore completezza all’offerta è proprio l’esperienza sul campo: i Musei Mazzucchelli si metteranno perciò a disposizione per accogliere a titolo di «stage formativo» gli studenti dell’Accademia, «scuola che persegue un percorso concreto e di qualità» come ha rimarcato il direttore Riccardo Romagnoli.
Il corso proposto è infatti a numero chiuso - per un massimo di 30 studenti - ha come requisito d’accesso il diploma di scuola secondaria superiore.
Investire sui giovani e la loro formazione «è da sempre l’obiettivo del Gruppo Foppa» ha spiegato l’amministratore delegato dell’Accademia, Giovanni Lodrini, che ha poi sottolineato come la realtà museale stia sempre più trovando spazio nel territorio.
L’Operatore museale sarà un indispensabile mediatore, in grado di essere l’interprete tra il museo e l’utente, sia esso la scuola, il privato o lo studioso. «Senza questa figura il museo apre, ma non comunica» ha sintetizzato il direttore del polo Massimiliano Capella.
Nuri Fatolahzadeh
 

Fonte: Giornale di Brescia