21/12/2005 - La fantasia, luce divina nell'uomo

All’Accademia Santa Giulia una giornata di studi dedicata all’anima e alle stelle
La fantasia, luce divina nell’uomo

 

Le sette «Pleiadi», opera dello scultore Agostino Ghilardi

  

La stella cometa guida il cammino in queste intense giornate prenatalizie. E rappresenta un motivo d’ispirazione per riflettere sul rapporto fra l’anima e le stelle, ovvero su quel misterioso e affascinante legame che conduce l’uomo a esprimere aspetti fra i più elevati della sua spiritualità, dall’arte alla religione. Il tema, introdotto dal vicedirettore Eugenio De Caro, ha fatto da filo conduttore alla giornata di studi organizzata ieri all’Accademia di belle arti Santa Giulia, cui hanno partecipato numerosi docenti e studenti (fra cui anche un gruppo del liceo artistico Foppa) e che s’è conclusa con il tradizionale scambio di auguri. «Gli uomini volgono lo sguardo al cielo e cosa vi vedono?» è l’interrogativo posto, nella sua prolusione, da Alessandra Tarabochia Canavero, docente di Storia della filosofia alla Cattolica. Il cammino filosofico, al riguardo, è lungo e prende le mosse dalle suggestive teorie esposte da Platone nel «Timeo», per cui il Demiurgo plasma le cose tangibili prendendo a modello le idee eterne ed i corpi celesti «si dispongono in modo regolare e formano figure che contengono tutte le specie delle inferiori». Marsilio Ficino, in epoca rinascimentale, spiega che nell’essere umano è presente «una luce della stessa natura delle stelle divine» e «quando i raggi del fuoco interiore s’incontrano con quella luce accade la visione». Questa pienezza luminosa è il «luogo della fantasia», la «facoltà intermedia tra i sensi e la ragione». Riflessione rafforzata dalle sette opere scultoree di Agostino Ghilardi, esposte in questi giorni alla sede dell’Accademia e che traggono spunto dalle Pleiadi, ammasso celeste aperto nella costellazione del Toro e circondato da un’aura mitologica, come testimoniano brani di Esiodo e Omero. Il saluto finale è spettato al direttore Riccardo Romagnoli, che ha ricordato gli obiettivi dell’Accademia, il suo rinnovamento e la recente sinergia con l’istituto «Machina», nonché la prospettiva moderna di una scuola che, pur rifacendosi ai contenuti culturali di cui è depositaria, guarda avanti per preparare i giovani alle nuove professioni. (a. l. ro.)


Fonte: GIORNALE DI BRESCIA