22/01/2009 - L’avatar Manray è andato nell’ignota terra di Hipihi

L’avatar Manray è andato nell’ignota terra di Hipihi  
Marco Cadioli esplora la Second Life cinese
Manray, l’avatar di Marco Cadioli
Manray ha mantenuto la promessa: ha lasciato il noto per l’ignoto - un po’ come Marco Polo, o come la figura del viandante tedesco romantico –, ha abbandonato la sua casa in Second Life e ha tentato la sortita in Hipihi, mondo virtuale cinese.
Per capire chi è Marco «Manray» Cadioli e seguire la sua più recente avventura va fatto un passo indietro. Agosto 2008, pagina della cultura: pubblicammo una serie di articoli relativi a questo esperto di net art (l’arte nel e col web) e di mondi virtuali on-line. Ci soffermavamo su Second Life (noto anche come «Griglia» o «The Grid»), sorta di universo in 3D costruito nella rete, in cui ogni utente si può creare una «vita alternativa», dando corpo ad un proprio alter ego - chiamato avatar - ed interagendo con persone ed oggetti presenti sulla griglia virtuale. Cadioli, docente milanese presso l’Accademia Santa Giulia di Brescia, si era inventato il ruolo di reporter in Second Life, scattando foto nel mondo virtuale che ritraevano momenti cruciali o semplicemente curiosi della cyber-vita, il tutto sotto lo pseudonimo di Marco Manray.
Un suo scatto - che ritraeva il quartier generale di Segolene Royal in Second Life ai tempi delle ultime elezioni francesi, finì pure sulla prima pagina del noto quotidiano francese Liberation.
«Ma già l’estate scorsa la Griglia mi andava stretta - ci racconta Cadioli - ed ero deciso ad intraprendere una nuova avventura. Da aprile era stato inaugurato Hipihi, un alter ego cinese dell’occidentale Second Life, un luogo tutto da esplorare: già il solo fatto che all’interno del sistema-Cina fosse nato un mondo alternativo virtuale era motivo di un interesse potenzialmente grandissimo. Manray - il docente si "sdoppia", parlando del suo sé virtuale - smise i panni di reporter e assunse quelli di viandante, di Wanderer romantico, per muoversi in uno spazio immenso, nuovo ed inesplorato».
In Hipihi è arrivato la scorsa estate, quindi: quali le prime impressioni?
«Mi parve di assistere ad una creazione. Guardavo lo schermo, guardavo il mio avatar, e sotto di me vedevo la proverbiale "terra che si separa dalle acque". E in giro neanche un’anima viva. Manray - nei mondi virtuali ci si sposta camminando e volando, un po’ come in un videogioco - solcava immense distese totalmente prive di altri avatar in cui si susseguivano paurosi scoppi di fiamme e nubi di fumo. In più tutti i comandi erano in cinese, e cominciare a capire le impostazioni base fu difficilissimo». Un mondo un poco spettrale... «Ma in linea con quello che cercavo. Volevo visitare nuovi luoghi virtuali, e quello che vedevo non somigliava nemmeno un po’ a Second Life».
Ha fatto degli incontri. «Pochissimi. Gli altri avatar si rivolgevano a me in cinese (attraverso una modalità chat, ndr) e io rispondevo a gesti. Aprivo le braccia, in segno d’accoglienza, m’inchinavo per salutare».
Cosa cercava il Wanderer Manray in Hipihi? «Sono andato a caccia della mia idea di Cina, con paesaggi dalle tinte acquerello e scorci colorati di quelle sfumature che si vedono nelle vecchie stampe. E cercando bene, ho trovato ricostruzioni di questa bellezza veramente suggestive».
Le opere di Marco «Manray» Cadioli sono state già esposte sia su Second Life - dove l’avatar ha fatto ritorno - che nella vita reale. «A Firenze, in occasione della mostra "Rinascimento Virtuale" è stata esposta un’agenda moleskine decorata con alcuni dei miei scatti, mentre al "Reality Festival" di Parigi c’erano altre due mie fotografie». Dalla progettazione del viaggio alla sua realizzazione, da Second Life a Hipihi e ritorno, con un bottino di foto e un bagaglio d’esperienza acquisito: tutto liscio…
Cadioli pare perplesso. «È una mia sensazione, e per tale va presa. Ma quel è enigmatico. È stato aperto sulla spinta della fioritura di Second Life, ma forse non sta ingranando. Girarci dentro, a tratti, mi ha messo a disagio. Ho sentito freddo, perso in quelle distese virtuali. E in più - aggiunge - di notizie su Hipihi ce ne sono pochissime in giro, tutte ormai piuttosto datate. Magari in futuro inizierà a funzionare a pieno regime». Quel giorno, non abbiamo dubbi, Manray tornerà a volare in Cina.
I siti di riferimento, per chi fosse interessato, sono www.secondlife.com e www.hipihi.com.
Daniele Ardenghi 
 

Fonte: Giornale di Brescia