09/03/2009 - Disegno della mente per unire i frammenti del presente

DISEGNO DELLA MENTE PER UNIRE I FRAMMENTI DEL PRESENTE - All’Aab nove giovani artisti accomunati dalla partecipazione ad un progetto dell’Accademia Santa Giulia

Mauro Panzera aveva già contribuito alla ricognizione di «Giovani presenze nella ricerca artistica a Brescia», proposta annuale dell’Aab (vicolo delle Stelle 4, fino al 25/3, 15.30-19.30, chiuso lunedì). Se per tradizione la ribalta è destinata a far emergere talenti, energie, umori, filoni di ricerca di giovani artisti bresciani che abbiano già concluso la formazione scolastico-accademica, già avviati nella professione o mestiere delle arti visuali, questa volta gli artisti (alcuni «fuori quota» e magari non bresciani), sono tutti e nove allievi dell’Accademia Santa Giulia colti nel loro momento formativo, uniti da un progetto comune, sotto la guida di due insegnanti-artisti noti (Maggie Cardelùs e Massimo Uberti) in cui fanno confluire, spesso su supporti industriali, varie tecniche (pittura, stampa, incisione classica, video), ma soprattutto dalla messa in crisi di precedenti «certezze» del loro procedere artistico e del loro punto di vista, per un filtro più mentale. Da rilevare, per il «disegno della mente», quanto il curatore Panzera sottolinei l’esercizio dell’incisione per un viaggio nella trasfigurazione dalle pure forme della realtà - nella misurazione del rapporto tra pieni e vuoti, tra luce e ombra, tra corpo e assenza - alle forme dell’intelletto e del sentimento, a far intendere come l’arte diventi sottile ma inesauribile flusso vitale.
Eccoli sviluppare ricerche attorno a segni, scomposizioni e sconfinamenti dell’esistenza quotidiana, anche attorno a ritualità maniacali e mitologiche del contemporaneo. Francesca Longhini reinventa in chiave rarefatta le associazioni incongrue d’ascendenza surrealista, pensando alla simultaneità del web. Marco La Rosa riflette sull’intimità violata nell’esibizione narcisistica del proprio vissuto. Nicola Padovani cita l’immaginario cinematografico nei suoi squali che incarnano le paure d’un mondo sommerso. Marcus Kiniger è molto efficace e maturo nel neoespressionismo su polistirene di vertigine onirica e incubo urbano. Cristina Imbrò stampa su lamiera scorci di cielo colto «in tralice», come a penetrarne strati segreti. Valentina Dotti elabora in video muri come percezioni primarie di pieno e vuoto, liscio e ruvido. Silvia Inselvini ripensa nella bacheca la casualità dei messaggi, reinventando la grafia dei giorni. Letizia Bui nelle sue lastre filtra l’astrazione fitomorfica di tradizione simbolista-liberty. Lucia Seghezzi isola - solitudine e alienazione - disperati dropouts metropolitani. f. lor.


Fonte: Giornale di Brescia