15/04/2009 - Claudia Pelizzari, il mondo e il made in Brèsa

CLAUDIA PELIZZARI, IL MONDO E IL "MADE IN BRESA" - Una bresciana sulla Andrew Martin, «bibbia» mondiale dell’interior design. Progetti a Dubai e Malesia, cuore in piazza Brusato

BRESCIA - Lei lavora in un posto che è un po’ una metafora di come siamo noi, bresciani un po’ orsi, tutti presi dal fare, amanti - certo - del bello, ma senza ostentazioni e quindi da mettere al riparo, come se l’occhio potesse rovinarlo il bello. Lei è Claudia Pelizzari e lavora in piazza Tebaldo Brusato nella sua Archiglam, al pianterreno di un palazzetto sobrio e che quando riesci a sbirciarci dentro ti si apre l’anima. Lei è un interior design, che si potrebbe tradurre in architetto d’interni, anche se lei ama qualificarsi come «sarta», ovvero «una che cuce insieme le esigenze di committenti, di artigiani e progettisti. Devo fare da cuscinetto fra le diverse esigenze e attese», dice mentre mi segnala «il bar Nazionale di Piazza Tebaldo Brusato come un vero scampolo di brescianità, con un bertagnì del venerdì impagabile».
Strano e bellissimo mix di mondo e piazza. Se andate su google e battete «interior design» il primo nome che esce è il suo. La Andrew Martin Interior Design Review, che il Times qualifica come una specie di «Bibbia» dell’interior design mondiale, la cita e le dà spazio anche nell’ultima edizione: e non sono in tanti: solo 30. E dal Duemila ad oggi la Claudia Pelizzari di citazioni ne ha avute cinque. E le grandi riviste di settore (una su tutte: AD) ogni tre o quattro mesi parla di lei. Suoi contribuiti realizzativi e di ideazione si trovano a Milano, Roma, Berlino, sui laghi del Nord e nei casali toscani. Oggi, per dire, sue realizzazioni «in progress» le trovate in Toscana, a Roma (attico super tecnologico), a Venezia, a Dubai (show romm di Cesrae Paciotti, scarpe) o interventi sugli yacht della Baglietto. In Malesya si stanno progettando due ville per il sultano all’interno di una vasto complesso con golf club house con 40 residenze. Nel Viterbese, un’idea decisamente innovativa è quella della tree house, la casa sull’albero che si sta realizzando all’interno della tenuta la Piantata, 40 ettari con 140 mila piante di lavanda e migliaia di olivi: una suite costruita su un pino di quasi tre secoli. Altri progetti restano per ora riservati. Insomma, la Pelizzari è una con un’agenda solitamente affollata.
A me sorprende, in particolare, questo suo legame con la sua città e capisci, quando ne parla, che è sorpresa dal fatto che sia così poco conosciuta nel mondo pur avendo bellezze che tre quarti del mondo di invidierebbe. «Quando invito degli amici, li accompagno in giro. E in tanti avverto la sorpresa alla fine del tour: apperò Brescia...». «Ma noi siamo fatti così. Tutti orgogliosi del nostro made in Brèsa e un po’ meno attenti alla nostra immagine. Perché è vero che è la sostanza che conta, ma anche l’immagine ha un suo peso. Abbiamo aziende che fanno prodotti validissimi, ma spiace dirlo: hanno una immagine esterna (dal capannone alla reception) modesta. Perché non immaginare di investire anche su questo? Perché non pensare, ad esempio, ad un percorso-guida interno dove un visitatore possa apprezzare quanto di buono e bello là dentro si sta facendo?».
Domande che hanno più d’una ragione. Per le risposte non saprei a chi indirizzarla. Il 23 aprile, nel frattempo, Claudia Pelizzari e la sua Archiglam promuovono una serata all’AreaDocks. Tema, manco a dirlo, «La bellezza, dal design all’arte".


Fonte: Giornale di Brescia