27/06/2009 - Sirmione. Una cura per il castello

SIRMIONE. UNA CURA PE RIL CASTELLO - Accordo tra Soprintendenza e Accademia di S. Giulia per il restauro degli intonaci della fortezza cittadina L’intervento, di tipo conservativo, inizierà ad ottobre e vi parteciperanno una quarantina di studenti

SIRMIONE - Soprintendenza ed Accademia di belle arti S. Giulia di Brescia uniti per salvare gli antichi intonaci del castello. È questo il succo dell’accordo siglato fra i due enti che ha come obbiettivo principale il restauro degli intonaci e delle pietre interne dell’antica fortezza Scaligera, dotata di mura merlate e di darsena che costituisce un raro esempio di fortificazione ad uso anche portuale.
In autunno al via i lavori
Gli interventi prenderanno il via in autunno; il progetto verrà predisposto dalla Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici di Brescia che dirigerà i lavori realizzati nelle ore di laboratorio dagli studenti, sotto la guida ed il controllo degli insegnanti.L’accordo di collaborazione codificato in una convenzione è stato presentato proprio nei cortili della Rocca dall’arch. Marco Fasser per la Soprintendenza Bresciana, da Riccardo Romagnoli ed Eugenio de Caro rispettivamente direttore e vice dell’Accademia Belle arti S. Giulia di Brescia.
«I corsi dell’Accademia prevedono per gli studenti parecchie ore di laboratorio, cioè di prove pratiche. Si è deciso - spiega l’arch. Fasser - di unire le forze e di mettere a disposizione il castello per effettuarvi le esercitazioni di laboratorio sul campo. La Rocca è una struttura di tipo militare ricca di elementi storici ma non di opere d’arte. Si presta bene a questo tipo di progetto che interesserà gli intonaci delle parti interne e le pietre sedimentarie locali impiegate per costruire il castello, che si stanno deteriorando».
Quelle origini «scaligere»
La Rocca sirmionese dotata di torri e mura merlate fu una base strategica per il controllo del lago. È di epoca Scaligera e la sua darsena, ancora in perfetto stato di conservazione, è un raro esempio di fortificazione portuale.
Il mastio fu costruito nel XIII secolo verosimilmente ad opera di Mastino I della Scala. Interamente circondato dalle acque il maniero è dotato, all’interno, di un porticato che accoglie un lapidario romano e medioevale. Il visitatore può raggiungere i camminamenti sulle mura dai quali si ammira la suggestiva darsena, antico rifugio della flotta scaligera, ma anche uno splendido panorama del lago. Grazie alla Rocca Sirmione divenne un punto nevralgico delle sistema di difesa e di controllo del territorio scaligero e tale rimase fino al XVI secolo.
Il contributo dei ragazzi
Nel corso dei secoli il castello ha conservato gran parte delle sue caratteristiche pur dovendo fare i conti con l’erosione e l’invecchiamento. Tanto che una dozzina di anni fa proprio la Soprintendenza provvide a coprire le pietre scoperte delle mura esterne perimetrali rimettendo la malta, realizzata con gli stessi materiali di un tempo.
L’operazione, per mancanza di fondi, non è mai stata completata. Ora la Soprintendenza usufruirà, con questa convenzione, del lavoro di una quarantina di studenti dell’Accademia che, a turno, consolideranno gli intonaci e le pietre delle mura interne con un intervento di tipo conservativo.
«È un accordo importante che consente agli studenti di fare esperienza su un monumento, di rapportarsi con la Soprintendenza, imparare procedure e percorsi - sottolinea il direttore Riccardo Romagnoli. In questi mesi estivi nel castello sono esposti i lavori degli studenti dei corsi di mosaico e scultura».
I restauri prenderanno il via a ottobre. Il progetto verrà predisposto dalla Soprintendenza di Brescia.e. s.

 


Fonte: Giornale di Brescia