02/10/2009 - Spazio X

«Spazio X», spazio al disagio - Domenica in via Pace il Progetto Poisa per il reinserimento dei
 
Dopodomani, domenica 4 ottobre, dalle 10.30 alle 18.30, via Pace sarà chiusa al traffico per ospitare «Spazio X», un’iniziativa che si sviluppa nell’ambito del «Progetto Poisa». Oltre un anno fa, alla cessazione dell’attività della famiglia Poisa, restauratori in Brescia dal 1754, il negozio di via Pace, con il sostegno del Comune di Brescia, della Fondazione Civiltà bresciana e del Rotary Brescia Est, si trasformò nel «Laboratorio Poisa».
Lo scopo di questo progetto - in collaborazione con l’Anffas Brescia e con la Fobap, Fondazione bresciana assistenza psicodisabili - è il reinserimento nella società, attraverso attività artistiche ed artigianali, di persone in disabilità od in stato di disagio. «Chi passeggerà in via Pace domenica - ha detto Marco Faini, responsabile del Progetto Poisa - si troverà immerso in una serie di spazi, che non a caso abbiamo identificato con una "X', in cui sarà possibile attraversare un set fotografico piuttosto che la fucina di un fabbro, vedere uno scultore ligneo all'opera a fianco di un pittore o di un compositore di un mosaico e molto altro ancora».
«Abbiamo raccolto la sfida di continuare l’opera della famiglia Poisa - ha detto la presidente della Fobap, Giuliana Cavagnola - per inserire nel mondo del lavoro i ragazzi con disagio». Gli ideatori dell’iniziativa sono Elio ed Edda Urso che, assieme a un gruppo di artisti, hanno voluto rappresentare, con la lettera X, «ciò che accade in noi quando ci troviamo di fronte a qualcosa che non conosciamo o conosciamo poco - ha specificato Elio - e con questo valorizzare il diversamente creativo che, troppo spesso, non trova considerazione». «La X quindi, tra i mille significati, come incognita - ha chiosato Elio Urso - ma anche come "pareggio", per creare condizioni di pari opportunità, oppure come 'per' lavorare per il benessere delle persone con disabilità e per dare loro l'identità cui hanno diritto».
«Collaborano con noi l’Accademia di Belle arti S. Giulia, gli Istituti penali, la Caritas, tutte realtà bresciane che, con il supporto di un’ampia serie di artisti - ha precisato Marco Faini - vogliono cambiare le regole del gioco attraverso un percorso di contaminazione, affinchè sia l’ambiente ad adattarsi alla persona e non il contrario, come purtroppo spesso avviene». «Due le ragioni che ci hanno spinto da subito a supportare il Progetto Poisa - ha detto il presidente della Circoscrizione Centro, Flavio Bonardi - l’inclusione nel mondo del lavoro del disabile ed il mantenimento in attività di una realtà quale il laboratorio Poisa, che rappresenta una ricchezza culturale irrinunciabile per la città». armo 

Fonte: Giornale di Brescia