23/10/2009 - Il Barocco dà battaglia con Monteverdi, è sacro con Eberlin

IL BAROCCO DA' BATTAGLIA CON MONTEVERDI, E' SACRO CON EBERLIN - Nel pomeriggio «Il combattimento di Tancredi e Clorinda» al Conservatorio, in serata Arion Choir & Consort in San Gaetano

BRESCIA. Sono due gli appuntamenti di oggi con la musica antica nell’ambito delle Settimane Barocche. Alle 18 nel salone Pietro da Cemmo del conservatorio Marenzio in corso Magenta si rappresenta «Il combattimento di Tancredi e Clorinda» di Claudio Monteverdi. Alle 20.45 nella chiesa di San Gaetano in via Callegari l’Arion Choir & Consort del Collegio Ghislieri di Pavia diretti da Giulio Prandi propongono il Requiem di J. E. Eberlin e la Missa in Fa maggiore di Platti.
La realizzazione del «Combattimento di Tancredi e Clorinda», testo tratto dal XII Canto della «Gerusalemme liberata» di Tasso, è frutto della collaborazione fra le Nuove Settimane Barocche e il Conservatorio e l’Accademia di Belle Arti Santa Giulia. Lo eseguono il Concentus Caelistis (ensemble barocco del Conservatorio) e i solisti Guido Trebo (Testo), Filippo Filipov (Tancredi), Chen Hsin-Yi (Clorinda). Formano l’ensemble Raffaello Negri e Katia Toselli violini, Marco Lorenzi viola da gamba, Marco Pennacchio violoncello, Michele Pasotti tiorba, Giovanna Fabiano clavicembalo, Mauro Occhionero percussioni, con la partecipazione del soprano An Ae Sil e di Luciano Bertoli, voce recitante. L’ingresso è libero.
A San Gaetano il concerto di musica sacra dal titolo «Ne cadant in obscurum» è in collaborazione con il Circuito Lombardo di Musica Antica: con Arion Choir & Consort diretto da Giulio Prandi cantano come solisti Karin Selva soprano, Morena Carlin contralto, Krystian Kreszowiak tenore, Carlo Checchi basso.
Eberlin (1702-1762) fu organista, maestro d’organo e maestro di cappella alla corte di Salisburgo. Interessante autore di molta musica vocale sacra, profana e organistica, stilisticamente fa da tramite fra lo stile italiano e quello tedesco, usa le arie con «da capo» e sorregge la melodia, nei cori alterna polifonia e omofonia. Nello strumentale invece è più attento a seguire la tradizione tedesca. Questi elementi furono importanti per la formazione e la produzione giovanile di Mozart. Giovanni Benedetto Platti, veneziano (1700-1762), celebre per le sue 18 Sonate per tastiera, visse e operò alla corte di Würtzburg in Germania. Abile nel suonare numerosi strumenti e illustre insegnante, Platti continuò la tradizione della Sonata corelliana e la ampliò, anche con un senso espressivo evoluto.f. c.
 

 
 


Fonte: Giornale di Brescia