29/10/2009 - Accademia SantaGiulia: a scuola di grafica per raccontare la città

ACCADEMIA SANTAGIULIA: A SCUOLA DI "GRAFICA" PER RACCONTARE LA CITTA' - Ieri l’inaugurazione dell’anno accademico tra «Informazione giornalistica e comunicazione visiva». Javier Errea: «La carta stampata non morirà»

La grafica del giornale dà forza alle notizie, tanto più nel tempo dell’onnipresente comunicazione visiva. In qualsiasi settore si trovi ad operare, il disegnatore comunica: a questo lavoro «in evoluzione» prepara l’Accademia di belle arti Santa Giulia, che prevede un settore specifico per la grafica, oltre ai corsi di pittura, decorazione, scenografia, scultura, restauro. La cerimonia inaugurale dell’anno accademico 2009-2010 ha focalizzato l’attenzione sul tema «Informazione giornalistica e comunicazione visiva», ampliando il campo d’osservazione dalla dimensione locale a quella nazionale ed europea.
Guardando all’Europa
L’apertura internazionale è un ulteriore passo avanti nel cammino di crescita dell’Accademia di via Tommaseo, che oggi conta venti studenti stranieri di undici Paesi diversi tra i 500 iscritti: «Le 247 matricole fanno segnare una crescita importante» hanno sottolineato ieri il direttore, Riccardo Romagnoli, e il presidente, Giovanni Nulli. Delle collaborazioni in ambito locale ha dato testimonianza e conferma l’assessore comunale Maurizio Margaroli, sui valori condivisi si sono soffermati il presidente dell’Editrice La Scuola, Luciano Silveri, e il giornalista Massimo Venturelli per l’Ufficio diocesano delle comunicazioni sociali.
Autorità in materia di comunicazione visiva attraverso la carta stampata, Javier Errea, presiede l’area mediterranea della Society for news design, che apre proprio nell’Accademia Santa Giulia la sua sede italiana.
Il docente dell’Università di Navarra ha tenuto la lectio magistralis: più di 40 testate nel mondo sono state ridisegnate nel suo studio di Pamplona negli ultimi cinque anni. «Il giornale di carta non morirà» risponde a quanti pensano che potrà essere sopraffatto dalla comunicazione digitale. La condizione, però, è «mettere più passione nel proprio lavoro». Il che significa non accontentarsi di soluzioni immediate a breve termine, non affidare il potere di scelta agli uffici del marketing e della pubblicità.
Fra tradizione e novità
Soprattutto, non disegnare senza pensare, poiché il disegno «dev’essere il momento conclusivo di un processo».
Il Giornale di Brescia si è avvalso della consulenza dell’art director Alberto Valeri, docente di design editoriale all’Accademia Santa Giulia, per la sua recente operazione di restyling. «Alla fattura del giornale concorrono molte istanze e nel tempo maturano equilibri nuovi - ha spiegato il caporedattore Lucio Dall’Angelo -. Il linguaggio si ricollega a una storia da rivisitare per non tradire le aspettative dei nostri quattrocentomila lettori che ci chiedono di essere vicini alle loro esigenze: Brescia non avrà mai giornali urlati. Il lettore, che già riceve le notizie attraverso Internet e la televisione, chiede al giornale un surplus di approfondimento; il giornale locale si trova a compiere una scelta tra i grandi temi di interesse generale e a raccontare al tempo stesso la storia dei 206 comuni della nostra grande provincia. Per svolgere un servizio, in interlocuzione forte con il lettore. Il tutto dev’essere calato nella grafica: la forma dà corpo alla notizia, in risposta alle esigenze di un pubblico che cambia» dice Dall’Angelo con due diverse, suggestive evocazioni: la forma metrica del sonetto del Petrarca, sempre uguale per quattrocento diversi componimenti; la colata di materiale nello stampo con cui si dà consistenza al manufatto.
Così nasce il giornale, dalla pluralità delle notizie, che trovano la loro composizione nel lavoro quotidiano di chi le mette in pagina.
Elisabetta Nicoli

 


Fonte: Giornale di Brescia