06/11/2009 - Il Papa a Brescia - Tra due giorni la visita

Il Papa a Brescia Tra due giorni la visita - In dono a Benedetto XVI il vino «rinascimentale»  

 

Dopo quasi 450 anni, la cantina Torreggiani ha fatto rivivere la bevanda prodotta nel Cinquecento per i Papi. Domenica l’omaggio al Santo Padre

Proseguono in piazza Paolo VI i lavori per l’allestimento della struttura che ospiterà domenica la visita del Papa (foto Eden)

I vini utilizzati per le funzioni religiose fino al 1880 erano rossi. Il color rubino macchiava però i paramenti sacri e i pizzi bianchi posati sull’altare e, considerati gli scarsi sistemi di lavaggio dell’epoca, nel corso degli anni si optò per la scelta di vini bianchi.
Il vino rosso, originale, che fino al tardo Ottocento veniva prodotto espressamente per le celebrazioni religiose, rivive oggi con il progetto dell’Azienda Agricola «Torreggiani», specializzata anche nel recupero di vini storici.
L’azienda, che si trova sulle pendici del Montenetto, grazie anche alla collaborazione della Compagnia delle Opere che ha assistito i Torreggiani nel lungo percorso, ha ottenuto il nulla osta della Curia Diocesana di Brescia per la produzione di vini per la santa Messa. L’autorizzazione diocesana è stato il passaggio fondamentale che ha consentito ai Torreggiani, i coniugi Angelo e Ivana e i figli Michele e Andrea, di riproporre non solo l’antica bevanda utilizzata nelle funzioni religiose, ma pure i vini bianchi oggi usati per la Messa.
La consegna al Pontefice
Il progetto dell’azienda bresciana si inserisce in un filone di recupero del patrimonio vitivinicolo del passato portato avanti dai Torreggiani. Dopo quasi 450 anni di oblio, la cantina ha fatto rivivere il vino della nobiltà del Cinquecento, realizzato all’epoca dall’agronomo Agostino Gallo per i Papi e le principali Case regnanti cinquecentesche.
«500 Rinascimento» il nome della pregiata bevanda, sarà donato domenica al Santo Padre, Benedetto XVI, in occasione della visita in terra bresciana, assieme al vino rosso e bianco per la santa Messa riprodotto applicando, per i rossi, i dettami originali. «Nel corso delle ricerche effettuate per 500 Rinascimento - ha spiegato Michele - avevamo recuperato anche molte informazioni sulla produzione di vini, compresi quelli prodotti espressamente per le funzioni religiose. Da qui la decisione di recuperare tutte le tradizioni bresciane. Abbiamo perciò chiesto il nulla osta alla Curia Diocesana, ottenendolo. Le imposizioni del diritto canonico del Diciottesimo secolo per i produttori di vino erano molto rigide».
«Il primo passo - ha aggiunto, affiancato dall’enologo dell’azienda, Alessandro Santini - ha riguardato il recupero della documentazione e delle norme, seguito dallo studio e dall’applicazione dei canoni previsti, dalla pulizia delle uve ai prodotti utilizzati per la vinificazione. Destinatarie dei vini bianchi così riprodotti sono le parrocchie, per le funzioni religiose. Il vino rosso invece è un recupero storico pensato per il pubblico».
Il Canone ottocentesco
Pierluigi Villa, agronomo e autore di libri e ricerche dedicate al mondo vitivinicolo, ha incorniciato il progetto con alcuni cenni storici. «Secondo i dettami - ha rammentato - i vini prodotti per le funzioni religiose devono essere naturali, senza l’aggiunta di ingredienti che ne possano alterare le caratteristiche».
«I Torreggiani - ha ricordato Roberto Zanolini, direttore generale della Cdo di Brescia - hanno messo a disposizione alcune bottiglie di questo vino per la prossima assemblea annuale della Compagnia delle Opere. Una produzione come questa parte dalla passione e dal desiderio di riscoprire le tradizioni».
Paola Gregorio 

 


Fonte: Giornale di Brescia