10/03/2006 - STUDENTI BRESCIANI

Opere di ragazzi dell'Accademia d'arte Santagiulia in mostra al museo del teatro milanese

STUDENTI BRESCIANI "SCENOGRAFI" ALLA SCALA

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L'emozione di "creare un'illusione artistica con un omaggio all'opera di Mozart"

Creare il miracolo dell'illusione, far apparire reale qualcosa che reale non è. E' la magia dell'arte, che alcuni studenti dell'Accademia di belle Arti Santagiulia hanno ricreato in nove modelli in miniatura di alcuni allestimenti storici scaligeri e hanno visto il loro lavoro premiato con l'esposizione al Museo teatrale della Scala di Milano, inseriti nella mostra "Mozart alla Scala- Le opere italiane".

Il Museo ha inaugurato la mostra come "amorosissimo tributo" a Mozart, per celebrare i 250 anni dalla sua nascita (Salisburgo, 1756-Vienna, 1791), dedicandola alle opere italiane del compositore rappresentate dal Settecento ai nostri giorni al teatro Ducale di Milano e alla Scala. La mostra è stata inaugurata il 28 gennaio e resterà aperta fino al 30 settembre. Lavorando in collaborazione con lo studio di Domenico Franchi, titolare della cattedra di Scenografia all'Accademia di Belle Arti santagiulia, un gruppo di studenti del terzo e del quarto anno delcorso di laurea in Scenografia ha realizzato nove bellissimi modelli che saranno ospitati per otto mesi in quattro stanze della mostra. I giovani artisti sono Alice Volpini, Monica manara, Ilaria De Cillà, Stefania Carnaghi, Sara meggiorin, Luz Batista, Emmanuele Ceretti, Christophe Bonardi, Mara Guerini, Stefano Bergamaschi, Micaela Pedrotti e Barbara Toninelli, che hanno visitato la mostra con la grande emozione di vedere esposte le loro opere.

"Siamo partiti dai bozzetti origini realizzati dai grandi scenografi-racconta Domenico franchi, collaboratore dello dello scenografo Ezio Frigerio, oltre che docente-da quelli settecenteschi dei fratelli Galliari dedicati a "Lucio Silla" fino a quelli degli anni Ottanta realizzati da Richard Peduzzi e Patrice Chéreau oppure da Frigerio per il "Don Giovanni". Per alcuni bozzetti avevamo a disposizione anche fotografie e filmati. Il Lavoro è consistito nel creare un impatto estetico nuovo, dai bozzetti bidimensionali si doveva rendere uno spazio tridimensionale con una tecnicca di restituzione prospettica". Gli studenti hanno elaborato in scala ridotta (1/25) le architetture e le impostazioni sceniche, "con un lavoro di precisione quasi maniacale, con la massima attenzione anche per i dettagli come i limoni o le foglie dell'allestimento per "Così fan tutte" spiega Stefania. "I ragazzi si sono così avvicinati alle concezioni dello spazio di diversi artisti e hanno visto come la scenografia non sia un clichè, una tecnica universale, ma come ognuno possa operare con un diverso linguaggio" prosegue Franchi.

Due mesi e mezzo di lavoro, con l'utilizzo di materiali molto semplici (legno, cartoncino, gesso, farina) e di tecniche particolari. "Il lavoro più difficile è stato la catalogazione dei diversi materiali, insieme alla coordinazione del alvoro tra noi studenti" dice Monica, "ma abbiamo lavorato affiatati ed è stato bello percorrere le diverse tappe del lavoro per arrivare a creare un modello vero e proprio-prosegue Stefania. E ora la grande emozione di vedere esposti i nostri modelli alla Scala”.

Sono felice di aver coinvolto i miei studenti in questa esperienza-commenta Domenico Franchi- e confido che ci saranno altri progetti di questo tipo. Li ho visti desiderosi di imparare e coinvolti emotivamente. All’inizio erano un po’intimiditi dal dover passare da un banco di scuola ad una situazione al topo di visibilità nel mondo operistico. Ma poi hanno iniziato ad avere una maggiore confidenza con i materiali e tecniche e hanno imparato come l’esperienza sia fatta da tanti piccoli passi, fino al miracolo che porta alla realizzazione del prodotto finale”. E così i giovani artisti sono entrati nelle ambientazioni mozartiane chiedendosi, come Despina del “Così fan tutte”: “io non so se questo è un sogno”.

Chiara Corti


Fonte: GIORNALE DI BRESCIA