17/12/2009 - Recensione Juliet Avvolgente Casa

Quando si fanno le ore piccole...la città diventa "grande", e si trasforma. Sabato 3 ottobre Brescia è stata l'unica tra quelle italiane, e l'unica europea non capitale di stato, protagonista della Notte Bianca dell'Arte, con la buona compagnia di Parigi, Madrid, Riga, La Valletta, Tel Aviv, Lisbona, Toronto e Miami. Un evento internazionale che selzioniamo in quattro "punte" paricolarmente interessanti. Partiamo dal luogo pubblico per eccellenza, la piazza. Non una qualsiasi, ma quella Piazza Vittoria monumentale e razionalista firmata Piacentini. E' qui che, elegante e sibillina, s'adagia La casa del poeta di Massimo Uberti, artista che poco più di un anno fa a un'altra, ideale architettura, la sforzinda di Filarete, si era ispirato per la monumentale installazione luminosa Dreams of a possibile city presso la Fondazione Stelline a Milano. A Brescia, l'opera al neon di Uberti, in rappresentanza dell'Accademia SantaGiulia, con la collaborazione del compositore Roberto Di Filippo, dello scrittore Ioan Denciu e per la cura di Mauro Panzera , si pone quale archetipo ideale di un luogo puro e originario, nel quale la libertà dell'ispirazione creativa dialoga idealmente con il rigore della costruzione arhitettonica, in uno scambio sinestetico tra l'alto e il basso, l'ordine e il caos, il giorno e la notte, l'interno e l'esterno, chiamando il pubblico a diventare fruitore attivo e liberamente guidato nello spazio.


Fonte: Juliet - art magazine n. 145 dicembre 2009