18/02/2010 - A Brescia Casa vie d’uscita al labirinto della crisi

A BRESCIA CASA DESIGN VIE D'USCITA AL LABIRINTO DELLA CRISI - FormaIndustria presenta all’esposizione inaugurata al Centro Fiera le strategie per superare l’impasse del momento

La crisi è un labirinto. Ma, a differenza della versione mitologica, non ha un’unica via di scampo, benché permanga il rischio di incappare in vicoli ciechi: i luoghi comuni, come la presunta remuneratività del comparto dei beni di lusso.
È «Fight the crisis... nuove idee per superare la crisi», la visione della recessione economica allestita a Brescia Casa Design - la rassegna di Fiera di Brescia aperta da ieri alle 18 e dedicata ad arredamento, complementi e materiali per la casa - secondo FormaIndustria, realtà bresciana specializzata in brand identity (identità di marca, letteralmente).
All’apertura della fiera, ieri, l’architetto Leo De Carlo di FormaIndustria ha delineato un’anticipazione di «Fight the crisis» che fa mostra di sé al centro dell’area espositiva sotto forma di una labirintica installazione, intervallata da tappe vincenti - le esperienze di tre aziende bresciane - e da strade senza uscita alcuna. La prima fermata è targata «Polipack», impresa con sede legale a Brescia tradizionalmente produttrice di imballaggi in polistirolo che, amalgamando due tecnologie esistenti, ha acquisito le competenze necessarie alla realizzazione di pellicole indurenti simili alla fibra di vetro, spalancando così l’accesso al mercato delle scenografie, dell’arte funeraria e dei sistemi espositivi fieristici.
Seconda sosta, il giovane designer «stefan0soave»; a partire da una semplice domanda - «Esistono strumenti per rispondere a modalità informali di sedersi?» - Stefano ha creato «Nono’», né sedia né sgabello, bensì un oggetto funzionale alle posture che si assumono nel quotidiano. Chiude il percorso dedalico, infine, l’idea di «Officina Design» di Sarezzo già attiva nella lavorazione del Corian, una resina ad elevata resistenza, ma con il limite di poter essere manipolata solo meccanicamente. Fino a quando, almeno, «Officina Design» ha elaborato il modo di iniettare il materiale in stampi e di trattarlo, dunque, attraverso un processo di stampaggio e aprendosi la strada ad applicazioni potenzialmente infinite. «Il progetto di quest’anno - ha spiegato De Carlo - vuole mettere in contatto realtà operanti nella stessa area ma tra loro sconosciute, nell’ottica bilaterale di far conoscere prodotti e applicazioni».


Fonte: Giornale di Brescia