24/03/2010 - Web 2.0 e open source, Brescia c'è

WEB 2.0 E OPEN SOURCE, BRESCIA C'E'

Ieri il COnvegno sulle innovazioni e le possibilità legate a Internet Il convegno di ieri nell'auditorium del Leonardo Brescia può dire di esserci, nel XXI secolo. Il tema è l'innovazione di Internet e la conclusione è quella cui si è giunti ieri mattina durante il convegno «Open source e Web 2.0: la logica del futuro sostenibile», tenuto nell'auditorium Balestrieri del liceo Leonardo. Promosso dall'Accademia di belle arti SantaGiulia e dal Centro innovazione e tecnologie della Provincia, la mattinata di lavori, moderata dal vicedirettore dell'Accademia Eugenio De Caro, ha fornito l'occasione per fare il punto della situazione del livello tecnologico in termini di offerta e fruizione dei servizi e dei contenuti in un'ottica di sempre maggior interattività fra pubbliche Amministrazioni, cittadini e imprese. Dopo il saluto delle autorità - erano presenti gli assessori Andrea Arcai del Comune, Aristide Peli e Corrado Ghirardelli della Provincia e Maria Rosa Raimondi dell'Usp - sono state presentate alcune buone prassi realizzate nella nostra provincia, partendo da come il Web 2.0 e l'Open source possono incrementare la qualità della vita dei cittadini e diventare opportunità di sviluppo per le imprese. «Non si tratta semplicemente di fare conversazione online tramite i social network - ha spiegato Federico Casalegno, direttore del Mobile experience lab del Mit di Boston -. Infatti l'obiettivo del Web 2.0 è poter distribuire le informazioni sul territorio, come nel caso di mappe turistiche digitali, e di creare legami sociali, come nel caso dei braccialetti anti-alcol». Il progetto, sviluppato dal Mit in collaborazione con la Provincia, mostra come le tecnologie web 2.0 siano user-centriche, cioè focalizzate sulla persona. «Sappiamo che dopo un bicchiere non bisogna mettersi alla guida, ma l'elemento di novità del braccialetto è che crea dei legami sociali e di fiducia fra persone in un gruppo». Se la sostenibilità delle tecnologie web è il futuro dell'innovazione, volta quindi ad una progettazione specificamente umana e a vantaggio delle parti più deboli, i giovani allora sono il futuro della sostenibilità. «Dal punto di vista culturale il web deve ancora passare dal virtuale al reale, nel senso che i ragazzi lo utilizzano ma non ne sono ancora pienamente consapevoli» ha commentato l'assessore Ghirardelli. Alla libertà di creazione e diffusione dei contenuti tramite i social network si affianca il tema della diffusione del software a sorgente libera, od Open source, tematica affrontata da Andrea Monti, avvocato e presidente dell'Associazione per la libertà nella comunicazione elettronica interattiva. «Il modello del software proprietario ricorda l'abbazia medievale, dove il sapere è gelosamente custodito; il modello open source invece corrisponde al Comune rinascimentale, in cui il sapere viene condiviso. Le imprese dovrebbero considerare questo modello differente per decidere come investire nell'informatizzazione». Sulla valutazione da parte delle aziende dei programmi open source e dell'interattività con gli utenti finali si è espresso anche Fabio Codebue, docente di programmazione web all'Accademia: «In Italia si teme ancora il concetto di recensione o parere dell'utente, in realtà utilissimo per capire come migliorare i propri prodotti. In America è uno strumento largamente utilizzato». Con programmi open source sono stati realizzati alcuni progetti bresciani come il portale eScuola, che in questo periodo famiglie e ragazzi utilizzano per scegliere la scuola cui iscriversi (la piattaforma è stata illustrata da Raffaele Gareri, direttore dell'area Innovazione e territorio della Provincia). Oppure, i 12 progetti sperimentali «Nuovi media, nuove persone» dell'Accademia SantaGiulia, illustrati dal coordinatore Paolo Zanzottera, esperto di web marketing: tra questi, la realizzazione del museo multimediale della Pinacoteca.

Laura Migliorati


Fonte: Giornale di Brescia