30/11/2010 - PRESEGLIE. Il tempio è al centro di un risanamento statico per tamponare i danni del sisma

A Preseglie sono sicuri di poter fare una promessa ufficiale, il santuario della Madonna del Visello sarà tornato al suo splendore per il settembre del 2014, in occasione delle "venticinquennali"del tempio risalente al Seicento.
"In questo momento - spiegano in Comune - si stanno ultimando i lavori strutturali di consolidamento per i danni causati dal terremoto del 2004, con costi in carico in parte alla Regione, e in larga parte caricati sulla parrocchia dei santi Pietro e Paolo. L'operazione ha però potuto contare anche su un contributo comunale di 30 mila euro e su 50 mila euro della Comunità montana". Le previsioni parlano della conclusione del risanamento statico per la prossima primavera; «e a quel punto - continua il sindaco Stefano Gaburri -, il Comune, in collaborazione con l'Accademia SantaGiulia di Brescia e con la Sovrintendenza, dara vita al restauro dei dipinti e della soasa dell'altare principale». Se ne occuperanno sul posto gli allievi dell'Accademia, e il lavoro, si diceva, non terminerà prima del settembre 2014, quando torneranno in scena le "venticinquennali" del Visello. Nell'attesa, va ricordato che da una manciata d'anni accanto a al santuario opera pure una struttura che, in gestione agli alpini, ospita eventi conviviali e gastronomici. Nel settembre 2014, insomma, si festeggerà dunque un Visello rinato e "multiuso". Qual'è la storia di questo sito mariano? Una memoria antica, opera dello stampatore Paolo Rizzardi di Brescia, racconta che nel 1614, nel luogo in cui fu costruito il santuario apparve "...la Regina degli Angeli Maria Santissima in abito bianco con nobilissimo corteggio di due sante di paradiso ad un certo Bonfadino nato a Dosso, allora piccola frazione della parrocchia di Gazzane comune di Preseglie, mentre egli stava alla custodia del suo gregge. Imponendogli che tosto ragguagliasse il popolo...acciocchè le fabbricasse un tempio in quel luogo ov'Ella gli favellava".

 

 


Fonte: BresciaOggi