15/12/2010 - C'è il marmo di Botticino nei 100 anni del Vittoriano


BOTTICINO Cento anni fa il marmo di Botticino e gli scalpellini rezzatesi portarono a Roma e nel mondo il pregio del bacino marmifero bresciano. Il secolo dell'Altare della Patria, meglio conosciuto come Vittoriano, si incastona perfettamente nelle celebrazioni per i 150 anni dell'Unità d'Italia. Si avvicina, dunque, una stagione di eventi, mostre e rilancio del nostro distretto marmifero, grazie all'accordo siglato tempo addietro dalla Camera di commercio, dai Comuni di Botticino e Rezzato, dai Consorzi produttori e cavatori e dalla Lombardi Marmi che fornì la pietra per erigere il celebre monumento dedicato a Vittorio Emanuele II e grazie ai buoni uffici di Giuseppe Zanardelli. Sarà una vetrina eccellente per valorizzare il settore marmoreo di qualità, per contrastare i nuovi distretti cinesi, indiani e brasiliani, che si sono affacciati da poco sul mercato lapideo. Il progetto su cui si basa il protocollo, che potrà fregiarsi del logo "Italia 1861-2011" concesso dalla Presidenza del Consiglio dei ministri, coinvolge molte realtà bresciane: dalla Pinacoteca dell'età evolutiva e alla Scuola Vantini di Rezzato al Museo del marmo di Botticino, all'accademia d'arte SantaGiulia, all'accademia Laba, all'Università statale e Cattolica di Brescia. Tre gli appuntamenti primaverili già indicati: la pubblicazione di un libro storico sul ruolo del bacino marmifero di Botticino nella costruzione del Vittoriano; un convegno storico ed uno economico sulle prospettive commerciali, ambientali e occupazionali del settore, oltre ad un filmato e a un sito web per tutte le scuole.
"Ricordare i cento anni del Vittoriano - lo hanno ribadito il presidente della Cdc, Francesco Bettoni, i sindaci di Botticino e Rezzato, Mario Bonetti ed Enrico Danesi, con Virginia Lombardi dell'azienda marmifera botticinese - significa raccontare la storia di tanti uomini che si trasferirono e Roma per applicare sul grande monumento tutta la loro maestria artigianale. Molti di loro rimasero e diedero vita a scuole di valenti artigiani in tutto il Lazio". Sarà un'occasione di marketing per una filiera produttiva che oggi conta 300 aziende e 2.500 addetti.


Fonte: Giornale di Brescia