17/02/2011 - Ingegneri-designer. La sfida femminile della Hotech

L'innovazione è nella loro storia: un prodotto ad alto contenuto tecnologico li ha fatti uscire, solo quattro anni fa, dall'anonimato e ora stanno facendo un nuovo passo avanti in questa direzione. Hotech, azienda di Castel Mella specializzata in termoarredi con una forte valenza estetica (www.hotech.it), ha accolto nella sua scuderia di designer sei studentesse del Corso di Disegno industriale della Facoltà di Ingegneria bresciana. Le sei giovani designer-ingegnere, sono entrate in contatto con Hotech grazie a "A&D Project - Artisti e Designer interpretano le forme del vivere", un progetto interdisciplinare pensato e fortemente voluto da Dario Polatti (Università Cattolica) nell'ambito di Brescia Casa Design. A&D Project ha coinvolto gli studenti degli atenei e di due accademie cittadine, che hanno messo a disposizione delle aziende espositrici le loro competenze per ridisegnare oggetti delle loro collezioni: il Dipartimento di Disegno Industriale della Facoltà di Ingegneria per realizzare i prototipi, l'Accademia SantaGiulia, grafica e comunicazione dei prototipi, l'Accademia Laba si è occupata di scenografia e decorazione dell'area espositiva e l'Università Cattolica, Laboratorio organizzazione eventi moda, ha curato l'organizzazione dell'evento. "Quando abbiamo conosciuto le sei ingegnere-designer abbiamo capito che potevano diventare una nuova risorsa per l'azienda - dice Maurizio Casassa, con il fratello Michele alla guida di Hotech -. Le ragazze hanno subito colto le potenzialità della nostra tecnologia e la filosofia dei prodotti Hotech". Al punto che l'azienda ha deciso di inserire nella produzione otto nuovi caloriferi progettati da loro. In pratica ne è nata una sorta di linea per intero disegnata da loro. "Per noi è un sogno - dicono le ragazze -. Le nostre idee, solitamente, diventano prototipi in scala, valutati dai docenti del Laboratorio di Disegno industriale. La cosa ha un'indiscutibile valenza, che però resta scollata dalla realtà industriale. Ora invece abbiamo un vero committente e un primo rapporto professionale". Con le studentesse, Hotech ha stipulato un contratto di collaborazione. «Riceveranno delle royalties sulla vendita dei loro modelli - aggiunge Michele Casassa -. E stiamo già pensando a nuove linee sulle quali lavorare insieme". Anche per l'Università di Brescia tutto ciò ha un forte significato: "Il successo dei nostri studenti è un grande traguardo raggiunto - dicono Valerio Villa, docente di Disegno industriale e Diego Paderno, punto di riferimento dei ragazzi nel Laboratorio -. Ora facciamo volentieri un passo indietro, orgogliosi di aver fornito agli studenti gli strumenti necessari perché possano camminare con le loro gambe. È un merito anche della Hotech: non è usuale che un'azienda abbia questo coraggio. La speranza è che questo coraggio venga premiato".
Hotech non è nuova a esperienze innovative. Nel 2007 l'azienda, in virtù di un brevetto, si è convertita da costruttrice di caloriferi tradizionali a produttrice di un termoarredo nuovo: un calorifero dello spessore di pochi millimetri, che utilizza volumi d'acqua 25-30 volte inferiori a quelli di un radiatore tradizionale di pari efficacia. "Abbiamo svincolato l'estetica dalla funzione - continua Michele Casassa - e dato spazio al design. Oggi realizziamo prodotti di alta gamma esportati in tutto il mondo, che si collocano ai massimi livelli del mercato. Il nostro fatturato cresce al ritmo del 35% all'anno". Gli otto nuovi modelli Hotech, progettati da Ilaria Cottali, Chiara Velardi, Federica Sandrini e Mara Giardini, Federica Montresor e Giuliana Mormone sono esposti a Brescia Casa Design.


Fonte: Giornale di Brescia