02/03/2011 - Formazione. Ambizioso programma per l'istituto che promuove anche cinque nuovi laboratori di informatica. SantaGiulia, 5 mila ore in più di lezione

Gli iscritti sono 530 l'apertura verso l'estero conta 14 collegamenti: sarà potenziato l'Erasmus

Più ore di formazione in aula, nuovi laboratori, iniziative ambiziose per crescere ancora e confermare il proprio ruolo nel tessuto culturale della città, ma anche apertura verso l'estero, le imprese, nuove collaborazioni. Un piano ambizioso per l'Accademia SantaGiulia, che ha inaugurato l'anno accademico 2010-11 rilanciando obiettivi e nuove sfide per il futuro. Con 530 iscritti, 5 nuovi laboratori di informatica con fibre ottiche e tre nuovi laboratori di pittura, scultura e fotografia del Dipartimento di Arti Visive, l'accademia si pone fra i protagonisti della formazione artistica e creativa, e ha scelto quest'anno di aumentare il monte ore di formazione da 12 mila a 17 mila, con 5 mila ore in più. Lo scorso settembre, inoltre, è partita la prima impresa di 12 giovani creativi formati nella sede di via Tommaseo, denominata Machina Impresa. "Vogliamo far fronte alle sfide che ci attendono, in un quadro generale difficile – afferma il direttore dell'accademia, Riccardo Romagnoli -. La nostra ricchezza è il capitale umano, la nostra missione è formare persone culturalmente creative". È stata ricordata la forte capacità di attrazione verso studenti di varia provenienza, che per il 40 per cento dei casi non sono bresciani (in accademia sono rappresentati anche 11 paesi stranieri).
Due obiettivi prioritari da perseguire saranno il potenziamento della ricerca e l'internazionalizzazione, valorizzando gli scambi comunitari ed Erasmus finora attivati attraverso 14 collegamenti europei. Accanto all'apertura internazionale, particolare impegno verrà posto per il consolidamento della realtà formativa all'interno del sistema bresciano, "per trasferire le conoscenze all'esterno, come motore di riqualificazione economica e sociale – sottolinea il direttore -. L'accademia e la città devono sempre di più lavorare insieme, per costruire progetti nella città e per la città, cui noi portiamo in dote il sapere dei nostri docenti e i vent'anni dei nostri studenti".
Per l'inagurazione dell'anno accademico, cui hanno preso parte le autorità cittadine, fra cui gli assessori Peli in rappresentanza della Provincia e Arcai per il Comune, la lectio magistralis è stata affidata a Heinrich W. Pfeiffer, emerito professore della Pontificia Università Gregoriana e autore del libro "La Sistina svelata: iconografia di un capolavoro".
Pfeiffer si è soffermato su "La Cappella Sistina rivisitata", proponendone uno sguardo innovativo che lascia emergere, nelle immagini e nei dettagli, l'alto valore simbolico che ordina la maestosa opera di Michelangelo. "Le architetture illusionistiche visibili nella cappella Sistina sono create da Michelangelo solo con i corpi umani, nella convinzione che il corpo nudo è opera del Creatore", spiega Pfeiffer. Nell'analizzare i diversi registri tematici dell'affresco, il professore ha anche ricordato come "torna sempre nelle immagini della cappella il rapporto fra sposa e sposo, inteso anche nelle sue accezioni simboliche, come un tema musicale, cui Michelangelo guarda con l'innocenza dei bambini".
"A Pfeiffer siamo debitori per averci dato occhi nuovi – ha sottolineato il vicedirettore dell'Accademia SantaGiulia, Eugenio De Caro -, svelando il significato più nascosto attraverso l'iconologia e il simbolismo teologico dell'opera di Michelangelo".

 

 


Fonte: BresciaOggi