04/03/2011 - Restaurato l'organo di Manerbio. La musica può aiutare l'organo di Manerbbio, riportarlo nella sua sede naturale per il degno accompagnamento dell'esercizion del culto

La musica costituirà il palinsesto della serata programmata per sabato 5 marzo alle 20,45 al Teatro Politeama di Manerbio. Fautore dell’appuntamento sono il gruppo interessato alla ricostruzione dello strumento musicale, che hanno predisposto un programma variegato, per la presenza di più cori musicali, ma anche perché non soltanto la serata propone l’arte delle sette note, ma anche l’arte intesa nelle sue più svariate manifestazioni. Saranno presenti il Coro “Sotto la torre” e la Schola Cantorum locale "Santa Cecilia”, così come ospite sarà il gruppo “Voci della Rocca” di Breno che volentieri ritorna a Manerbio in segno dell’amicizia che lega le due comunità. Ma a credere nel progetto sono anche la direzione Artistica di belle arti “SantaGiulia” e la compagnia teatrale dell’oratorio “Suzao-vivere inieme”.  Nel corso della serata ogni coro eseguirà uno o due canti, mentre dieci esecuzioni canore saranno offerte dal corso ospite. Il programma prevede anche la presentazione e benedizione delle sculture realizzate dagli alunni dell’Accademia SantaGiulia per il Politeama, così come verranno presentati i primi passi che saranno effettuati per il restauro dell’organo.  L’organo, o meglio il suo restauro, è il vero scopo della serata. Già nel dicembre del 2009, infatti, era stato lanciato l’Sos per lo strumento musicale, assente dalla chiesa parrocchiale dal 1985 quando durante i lavori di restauro la sua consolle venne parzialmente smantellata e portata in una ditta cremonese.  L’organo è una presenza storica nella parrocchiale di Manerbio: documenti dell’archivio parrocchiale rendono testimonianza della presenza di un tale strumento già dal 1580, contemporaneamente alla visita del cardinale Carlo Borromeo. Si devono attendere quasi due secoli per trovare altre informazioni relative allo strumento: nel 1715, secondo altri documenti, vi era “un modesto organo, collocato dove ora si trova il battistero”. Poi, in corrispondenza con la costruzione della nuova parrocchiale, sempre nel XVIII secolo, si procedette alla realizzazione del nuovo organo, trasferito poi nella chiesa della Disciplina. Nel corso dell’Ottocento, l’organo fu utilizzato in modo continuativo, ma alla fine dello stesso secolo venne chiesto un preventivo per la “revisione” dell’organo, considerato usurato.
Non si fece nulla, fino al 1940, quando l’allora arciprete don Pietro Bianchi sentì la necessità di rinnovare lo strumento musicale: per la fase operativa si dovette però attendere il 1949, a conflitto bellico terminato ed in previsione del congresso mariano. Terminata la ristrutturazione, salutata con un concerto, l’organo continuò a suonare fino al 1985 quando “tacque” sostituito da un organo meccanico: due anni dopo, mons. Angelo Zanetti sollecitò una nuova ristrutturazione. Manerbio riprende ora in mano il progetto: gran parte del materiale rimanente oggi è ancora quello originale e sarebbe un peccato se andasse perduto. Manerbio non perde la speranza di poter tornare a sentire le note di uno strumento antico e prezioso.

 


 


Fonte: La voce del popolo