22/04/2006 - CHERNOBYL: una tragedia da non dimenticare

 

Chernobyl: una tragedia da non dimenticare

Cinque soggetti, ventimila cartoline già prenotate per dare una mano ai superstiti dell’esplosione nucleare

Laura Migliorati

Cinque ragazzi dell’Accademia di Belle Arti Santagiulia come ambasciatori del ponte del ricordo e della solidarietà verso il futuro.

Cinque cartoline illustrate “per non dimenticare”: questo il nome del progetto per il ventesimo anniversario del disastro nucleare di Chernobyl. Il progetto, avviato un anno fa, nasce dalla collaborazione fra Poste Italiane, L’Accademia bresciana e la Fondazione “Aiutiamoli a vivere” di Terni, l’organizzazione che dagli anni  Novanta si occupa di promuovere il programma “Accoglienza” dei bambini bielorussi ospitati nelle famiglie italiane.

Il progetto culminerà domani a Ghedi, con l’annullo postale speciale sulle cartoline ideate per la circostanza. Proprio la nostra provincia, è stata scelta come protagonista di quest’ iniziativa filatelica che si estende in otto città italiane, tutte scelte dalla Fondazione per le celebrazioni del ventennale. Un viaggio nel corso del quale, ancora una volta, la filatelia si abbina ad un evento di alto valore sociale. “Il francobollo è il primo grande fenomeno di globalizzazione nel mondo, simbolo del viaggio, della comunicazione e del messaggio veicolato attraverso l’immagine” osserva Fabrizio Pacifici, presidente nazionale di aiutiamoli a vivere, alla presentazione dell’iniziativa nell’aula magna dell’Accademia.

Sono i giovani i protagonisti di questo ponte di solidarietà e del ricordo. Il forte valore sociale del tema della memoria si unisce a quello educativo. “Abbiamo l’obbligo di trasmettere il ricordo”, sottolinea l’assessore all’istruzione Carla Bisleri, “In questa iniziativa la memoria si lega alla solidarietà con il sorriso: i ragazzi realizzano un ponte capace di portare avanti i valori della fratellanza quando tutto sembra perso e distrutto”. Da Aiutiamoli a vivere…si auspica l’assessore alla Pubblica istruzione della Provincia Francesco Mazzoli, perché “il progetto ci fa capire che la sensazione di incapacità che si prova a volte di fronte a situazioni così difficili da sembrare insormontabili spesso è una scusa per non allargare l’angolo della visuale e capire cosa significhi vivere veramente”. I ragazzi che hanno collaborato alla realizzazione del progetto con la loro creatività ed emozione, una quarantina di allievi del I e III, quel lontano 26 aprile 1986 non c’erano ancora o erano appena nati. Quindi è “un grande risultato aver trasferito a loro questo messaggio di speranza”, come commenta Giacomo Galli della fondazione.

Insieme al Prof. Claudio Gobbi, docente dell’Accademia SantaGiulia, hanno lavorato alla creazione di cartoline tematiche con un messaggio positivo per i bambini, le famiglie e i Paese tutti, duramente colpiti dall’esplosione nucleare di vent’anni fa.

Alla fine, fra tutti i soggetti presentati ne sono stati selezionati cinque. Una scelta difficile, spiegano all’Accademia sia per la quantità che per la qualità dei lavori proposti. Di ogni soggetto scelto sono stati realizzati quattromila esemplari, per un totale di ventimila cartoline, ormai quasi tutte prenotate.

Domani a Ghedi si svolgerà l’appuntamento filatelico per la provincia di Brescia (le altre sette città sono Bologna, Bergamo, Cremona, Cagliari, Palermo, Trento e Terni). Verrà allestito un gazebo di Poste Italiane in pazza Roma, dalle 11 alle 17. Le famiglie italiane della fondazione, oltre cinquemila, che ogni anno accolgono bambini bielorussi nelle loro case, si trasformeranno così in collezionisti filatelici e potranno scambiarsi queste cartoline fra loro o spedirleai “loro” bambini. Più di cinquemila messaggi d’amore in volo per la Bielorussia.
Fonte: GIORNALE DI BRESCIA