08/03/2012 - Nuove frontiere. L'obiettivo illustrato dal direttore della SantaGiulia è quello di creare 'azienda officina'

Mondo della scuola e mondo del lavoro si cercano, e qualche volta si trovano. Ieri mattina l´aula magna dell´Accademia SantaGiulia, sotto gli occhi del direttore Riccardo Romagnoli, si è riempita di studenti dei corsi di Progettazione artistica per l´impresa e di Grafica di primo e secondo livello per incontrare i vertici del gruppo Gabel, settore tessile. Obiettivo quello di conoscersi e instaurare rapporti di collaborazione. Si comincerà con un concorso di idee sullo stampaggio dei tessuti, con particolare attenzione al tridimensionale; si proseguirà con altre possibili forme di sinergia. "L´azienda diventa officina operativa ed entra direttamente nella scuola, dando ai ragazzi la possibilità di essere selezionati sulla base di progetti", spiega il direttore. E dall´altra parte Massimo Oriani, responsabile dell´Ufficio Marketing, ribatte: "Per noi è la prima volta. Ci pare interessante poter avere rimandi dai giovani, più aperti al rinnovamento e alle tendenze". Al tavolo dei relatori si sono alternati i vertici aziendali, Michele Moltrasio, a. d. di Gabel industria tessile spa, Paolo Silvestri, membro del cda, con due docenti dell´accademia , Claudio Gobbi e Stanislao Porzio, più lo stilista di Machina Lonati Marco Nicoli. Il gruppo industriale si è presentato per farsi capire dai "creativi". E´ un gruppo a produzione verticale, dalla balla di cotone al consumatore che acquista biancheria per la casa. Le sedi sono a Rovellasca (Como), Buglio in Monte (Sondrio), Rivanazzano (Pavia), Gorizia, Nova Milanese. Si fila, si stampa, si confeziona. I marchi sono Gabel, Vallesusa, Somma, Pretti.  Il fatturato è di 193 milioni, i dipendenti sono 750, la fetta di mercato è del 10 per cento. Le slide hanno mostrato i procedimenti, a cominciare dalla ripulitura del cotone che è altamente infiammabile e può contenere elementi pericolosi. Hanno mostrato i macchinari, “per lo più italiani e all´avanguardia perché solo l´alta tecnologia e l´innovazione sono vincenti, ci consentono di non abbandonare l´Italia come purtroppo accade spesso nel settore” come spiegato dall´amministratore delegato.  I ragazzi si metteranno all´opera e fra quindici giorni presenteranno le loro proposte. Entro un mese, se va bene, si arriva al dunque. "Sono i tempi della nostra scuola- dice il direttore Romagnoli- vogliamo superare le lungaggini fra i banchi e far sperimentare agli allievi i ritmi lavorativi. Sono esperienze che stiamo portando avanti con soddisfazione, con il sistema bresciano, lombardo e nazionale. Da poco abbiamo lavorato con Deagourmet di Bastìa Umbra. I prodotti di food design dell´Accademia sono in catalogo, sono stati visti a Francoforte e stanno per raggiungere Chicago".


Fonte: BresciaOggi