24/09/2006 - Terra e fuoco: «evadere» con l’arte

Diciotto detenuti al laboratorio condotto da docenti e studenti dell’accademia SantaGiulia
Terra e fuoco: «evadere» con l’arte
Gli elaborati in una mostra allestita all’Ufficio scolastico provinciale

«Terra e fuoco». Così si chiama la mostra inaugurata ieri nelle sale dell’ex provveditorato agli studi di Brescia e realizzata da 18 detenuti della casa circondariale di Verziano nel corso di un laboratorio artistico condotto da docenti e studenti dell’accademia d’arte Santa Giulia.
Le sculture originali in terracotta si affiancano alla rielaborazione di soggetti che si ispirano alle opere dell’artista francese Auguste Rodin, per «un’esperienza che, attraverso la scultura, ha offerto l’opportunità di riflettere e condividere emozioni». Parola di Agostino Ghilardi, titolare della cattedra di Scultura all’accademia bresciana e anima di un progetto (iniziato nel novembre dello scorso anno) che avrebbe dovuto durare tre mesi e che, vista la grande partecipazione e l’entusiasmo dei detenuti, non è ancora finito.
Sono partiti da zero i 18 detenuti di Verziano, affrontando la materia informe della terracotta insieme al professor Agostino e ad alcuni allievi della accademia, che lo hanno affiancato durante le lezioni.
Sei mesi per apprendere le basi teoriche e passare poi alla realizzazione di alcune opere personali (maschere, busti e piccole sculture) e di un unico lavoro collettivo: una scultura a grandezza naturale che ritrae una donna nuda che dorme accovacciata. Posta all’ingresso della mostra, l’opera colpisce immediatamente il visitatore per la dolcezza dei tratti e l’espressività del volto assopito.
«L’evasione perfetta, senza nemmeno la fatica di dover scavalcare i muri. Un lungo lavoro che ha coinvolto tutti, nessuno ha abbandonato il corso e questo, forse, è stato il risultato migliore» spiega Angelo, ex detenuto di Verziano, da poco in libertà, a detta di tutti uno dei migliori allievi e autore di diversi busti che ritraggono soggetti (in perfetto stile Rodin) tristi, disperati, pensosi, malinconici. «Non è facile per una città provvedere alla riabilitazione di circa 600 detenuti che un giorno o l’altro dovranno tornare in libertà - commenta la direttrice del carcere bresciano Maria Grazia Bregoli -. Ogni volta ci troviamo di fronte ad una sfida e, in questo caso, possiamo considerarci tutti vincitori». La mostra rimarrà aperta al pubblico per un mese all’interno dell’Ufficio scolastico provinciale (via Sant’Antonio a Mompiano).
Francesco Apostoli

Scarica allegato
Fonte: Bresciaoggi