25/09/2006 - Terra e fuoco, arte per la vita

di Valeria Gasperi
http://www.popolis.it/Sezione.aspx?EPID=43!12!43!0!0!


Brescia – Sulla manipolazione plastica, efficace mezzo d’espressione, ha fatto leva un progetto nato nell’Accademia SantaGiulia e rivolto alla casa di reclusione di Verziano, dove è stato attivato, a novembre dello scorso anno, un laboratorio di scultura.

«Non si tratta di un’iniziativa spot» ha precisato Riccardo Romagnoli, architetto, direttore di SantaGiulia. «Noi crediamo nella completezza della persona, e in dispregio della convenzionalità di certi luoghi comuni, abbiamo voluto assicurare centralità all’energia simultanea di mente e di anima, di dita e di fatica. Una volontà, questa, perfettamente condivisa a livello di organico, visto che l'attività profusa in carcere è esclusivamente volontaristica. A Canton Mombello abbiamo rinnovato l'aspetto del Teatro Interno e sono in essere i restauri della Cappella di Monsignor Tredici, edificata negli anni Venti».

Il corso di scultura, offerto ai reclusi di Verziano, ha suscitato un ampio consenso: attorno ad Agostino Ghilardi, che nell’Accademia bresciana è titolare della cattedra di Scultura, una ventina di uomini circa si è messa in gioco incamminandosi sui percorsi affascinanti dell’arte «che non è puro istinto» ha detto Ghilardi. «Si è infatti cercato di ripercorrere, nei mesi del corso, le linee amplissime dell’evoluzione dell’arte scultorea, passando attraverso i grandi esempi di Rodin o di Medardo».

Non soltanto: sono stati affrontati, nei diversi momenti della realizzazione delle opere, molti dei problemi tecnici legati alla materia da plasmare. Argilla e pochissimi altri strumenti a disposizione per gli allievi, stimolati ad attingere alle risorse della fantasia e all’abilità delle mani, per produrre una quarantina di opere la cui mostra è stata inaugurata sabato 23 e resterà aperta fino al 28 ottobre negli ambienti del Centro Servizi Amministrativi della Provincia di Brescia, già Provveditorato agli Studi.

Soddisfazione è stata espressa da Carla Bisleri, assessora comunale alla Pubblica Istruzione; da Giuseppe Colosio, dirigente dell’Ufficio Scolastico Provinciale e da Mariagrazia Bregoli, direttrice degli Istituti Penali di Brescia, intervenuti all’inaugurazione. Secondo Colosio, in particolare, è emerso un aspetto della vivace attività  della scuola bresciana oltre che di quella silenziosa ma costante dei volontari che prestano la loro esperienza nelle carceri.

Adagiata nell’atrio, lievemente poggiata su un fianco, una fanciulla pare sospesa tra sogno e realtà, concreta rappresentazione del “non detto” che insospettabilmente si nasconde nel dimenticatoio del carcere, e che iniziative come queste consentono di far tornare in luce. Le opere documentano potenzialità e complessità degli animi: e se alcune si distinguono per un leggero tratto di ironia, in altre appaiono tristezza e profonda inquietudine.

«La fatica è strumentale» ha spiegato Ghilardi, non nuovo a esperimenti di questo tipo, avendo fondato anni fa un laboratorio per i disabili psichici della struttura protetta presso l’ex ospedale della nativa Soncino, con eccellenti riscontri «alla comprensione della forma. Da lì nasce lo sforzo per costruire la forma amata, in una concezione della bellezza quale obiettivo assoluto”.

«Le difficoltà incontrate, comprese quelle legate alla necessità di effettuare tutte le cotture esternamente al carcere, non hanno scoraggiato nessuno, così che gli appuntamenti del mercoledì pomeriggio, cui ho sempre condotto i miei alunni dell’Accademia e talvolta mia figlia Anna che studia scultura a Carrara, sono diventati una consuetudine che non interrompereremo».

«In linea con la mission dell’Accademia» ha ribadito Romagnoli «che è la valorizzazione della voglia di fare di studenti capaci e intraprendenti, da avviare a compiti di responsabilità legati ai nuovi profili delle professioni artistiche determinati dall’innovazione tecnologica, ormai del tutto integrata anche entro i dominî dell’arte, vogliamo occuparci anche di quanti non si trovano nella condizione di scegliere in libertà un percorso di studio».

Una sensibilità che fa onore all'Accademia, inserita nel nuovo sistema dell’Alta Formazione Artistica e Musicale (AFAM), sotto le direttive del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR). La stretta collaborazione con le istituzioni cittadine, le Soprintendenze, il mondo universitario, enti dello spettacolo, case editrici, studi di grafica, agenzie pubblicitarie ed altri enti pubblici con i quali sono in corso diversi progetti, nonchè le sinergie con diversi artisti e con esponenti del mondo culturale e dell'imprenditoria, costituiscono la migliore garanzia per un percorso formativo oltremodo vario, appassionante e di elevato profilo.

Data di pubblicazione: 25/09/2006 - ore 09.35

Fonte: popolis