08/10/2005 - Debutta la laurea in restauro

Una ricca offerta di corsi e proposte formative per rispondere alle richieste del mondo del lavoro.
L’accademia «Santa Giulia» di Brescia, in perfetto accordo con la nuova normativa introdotta dal ministero dell’Istruzione dell’università e ricerca nell’ambito formativo del 3+2 propone nuovi e innovativi percorsi didattici che affiancano i tradizionali corsi. Le novità sono state indicate ieri nella sede di via Tommaseo.
A partire dall’anno accademico 2005-06, nel corso di laurea del triennio sperimentale, verranno attivati i corsi di diploma di restauro (concesso a sole altre sette accademie italiane) e di scultura: due nuovi percorsi didattici per garantire profili professionali che, come ha ricordato il vice direttore dell’area culturale dell’accademia di belle arti Eugenio De Caro, «sono molto richiesti dalle realtà che si occupano del recupero e della valorizzazione del patrimonio culturale sia a livello nazionale che locale».
Il corso di restauro e quello di scultura andranno a completare i tradizionali percorsi previsti dall’ordinamento nazionale delle Accademie quali pittura, decorazione, scenografia, grafica: una vasta panoramica sul mondo dell’arte in un’ottica di alta preparazione professionale.
Oltre ai corsi triennali, l’accademia bresciana di via Tommaseo attiverà dal 2005-2006 anche il biennio specialistico aperto sia agli studenti intenzionati a chiudere il loro percorso formativo accademico (equiparato a quello universitario) che ai laureati del «vecchio» ordinamento quadriennale universitario; una sorta di master professionalizzante che beneficerà anche dell’abbuono dei crediti. Gli studenti che si iscriveranno al biennio specialistico di secondo livello per completare l’iter formativo potranno scegliere tra i corsi di grafica, scenografia, decorazione e pittura.
«L’accademia Santa Giulia è una struttura in crescita - ha sottolineato il direttore Riccardo Romagnoli - che ha come obiettivo una formazione dei giovani strettamente collegata con le realtà lavorative. Non a caso - ha continuato Romagnoli -, nel corso degli anni sono state attivate numerose collaborazioni e convenzioni anche per avviare progetti si stage». Un mondo accademico che lavora in sinergia con il mondo professionale è uno degli obiettivi della «Santa Giulia», che può contare su di un nutrito e qualificato comitato scientifico che rappresenta le diverse realtà economico-finanziarie, istituzionali, universitarie e culturali del panorama non solo cittadino.
Sono la responsabile della sede Lucia Sacchini e il docente Paolo Mestriner a ricordare come la convenzione triennale con il Museo Diocesano, con il Centro universitario teatrale dell’Università cattolica di Brescia e l’accordo di collaborazione con il Politecnico di Milano, rappresentino solamente alcune delle iniziative che Santa Giulia ha coltivato per «far crescere gli studenti nella città».
Un’accademia in continuo movimento che punta anche sulle nuove tecnologie multimediali per farsi conoscere e per rispondere alle esigenze dei ragazzi in termini di innovazione: l’amministratore delegato Giovanni Lodrini e Paolo Zanzoterra parlano del sito web di presentazione come «del biglietto da visita di Santa Giulia», che offre insegnamenti base di carattere annule in sei indirizzi diversi oltre a 58 insegnamenti semestrali opzionali tra cui videoscultura, illuminotecnica, composizione scenografica per il cinema, filosofia del teatro, fotografia, computer grafica, web design, estetica, storia dei media e molti altri.
«Gli studenti hanno l’imbarazzo della scelta - hanno commentato i vertici didattici dell’accademia - devono solamente lavorare, impegnarsi e seguire i corsi». Le modalità di didattica sono basate su lezioni teoriche, attività teoriche e pratiche e laboratori: mostre come «Recherche paesaggi» allestita dal 21 al 30 ottobre al museo di Rezzato e «La fucina di Vulcano», allestita per il comune di Cazzago San Martino, sono eventi e progetti che si inseriscono nell’ambito disciplinare e che offrono agli studenti la possibilità di misurarsi con realtà esterne alla scuola.
Elisabetta Reguitti

Fonte: BRESCIAOGGI