27/12/2006 - Il mondo in un solo luogo

Mostra dei Padri della Pace con l'Accademia di Belle Arti Santagiulia

Il mondo in un solo luogo

Monica Poisa

Natale, tempo di presepi realizzati con le più diverse tecniche per lo stupore di grandi e bambini, affollati di presenze, di uomini provenienti da ogni dove e di ogni mestiere, animali domestici ed esotici, stelle, montagne, deseri, albe e tramonti.

Per scoprire l'origine e il significato di questa tradizione che in un solo luogo pare voler riunire tutte le varietà della Terra, è stata inaugurata nei giorni scorsi, a casa San Filippo dei Padri della Pace, in via Ferrando 1, la mostra dal titolo "Il presepe, luogo di fratellanza cosmica". Tutto nasce dal sodalizio già sperimentato tra i Padri Filippini, storicamente attenti alla promozione artistica, e l'Accademia di Belle Arti Santagiulia: agli studenti, in tempi forti come il Natale e Pasqua, viene proposto uno spunto di riflessione come stimolo della creatività. Tema di quest'anno "un viaggio all'indietro-spiegano gli organizzatori-sino a San Francesco, che istituendo a Greccio, nel 1223, il primo presepe vivente, riesce a far comprendere alla gente semplice il mistero di Dio fatto uomo, la sua umanità. Un'occasione-continuano i promotori dell'iniziativa-per riflettere sulle intenzioni del Santo. Come nel suo cantico delle Creature San Francesco riunì in soli 33 versi tutto il Creato, così pensò al presepe come riattualizzazione nella Notte in cui si realizza, nella luce di Dio, la perfetta alleanza tra uomini, natura, stagioni, Nord Sud est Ovest, Terra e Cielo. Una vera e propria attuazione di fratellanza cosmica". Ne è nato un percorso in cui presepi tradizionali, provenienti da collezioni private e varie zone del mondo, si alternano a visioni originali realizzate dall'Accademia con tecniche differenti:"Il Presepio-spiega Agostino Ghilardi, docente di scultura-è l'incontra tra le diversità, come l'innovazione accanto alla tradizione". Punto ideale di partenza della visita la grande Annunciazione in terracotto, mossa da un vento celeste. Poi, da lì, presepi napoletani, africani e peruviani si succedono a presepi di plastica e di acrta, a mosaico e con fili di ferro tridimensioanli. Ci sono sculture con madri avviluppate in un bozzolo al loro bambino q uadri che si concentrano sul primo piano di due mani che reggono due piedini di bimbo.


Fonte: Giornale di Brescia