20/02/2007 - Lezione di pittura... dal vivo

BRESCIA - Ha scelto di esplorare le possibilità della creazione artistica per fare diversion, affermando cioè "la sua libertà di esistere contro i cosiddetti valori stabiliti, che tentano d’imporre l’idea secondo la quale l’artista non opererebbe che per testimoniare la sua epoca" (Emmanuelle Mérot).

Catanese, classe 1962, Alessandro Montalbano si è trasferito a Brescia nel 1975 al seguito del padre, militare di carriera. Alunno del Liceo Artistico Vincenzo Foppa, vi ha conseguito la prima formazione artistica, intessendo relazioni significative nell’ambiente intellettuale cittadino.

Del 1983, presso la galleria della AAB (Associazione Artisti Bresciani), la sua prima personale con l’autorevole presentazione di Oscar di Prata.

Dopo aver frequentato l’Accademia di Belle Arti di Firenze ed aver esposto in collettive e personali in molte città italiane, si trasferisce a Parigi nel 1989.

Da quel momento vive e lavora in Francia, dove espone presso importanti gallerie parigine e non; eccezionalmente proficuo è l’incontro con il grande scultore César, che ne apprezza l’opera e ne stimola la vocazione alla scultura, spingendolo a sperimentare anche inconsueti materiali metallici.

Ha più volte esposto in rassegne collettive di pittura e scultura accanto ad alcuni tra i più celebrati artisti del Novecento (da Moore a Chagall, da Calder a Botero, da Tinguely ad Adami), e sue opere fanno ora parte di prestigiose collezioni private ed importanti musei pubblici.

Particolarmente significativa la sua collaborazione alla splendida opera Et le Septième Jour all’interno del Giardino dell'UNESCO nel Principato di Monaco, laddove essa compare all’interno del più organico Chemin des Sculptures - Un musée à ciel ouvert, il grande percorso cittadino che raccoglie pezzi di Renoir, Arman, Arnaldo Pomodoro, Léger, Mitoraj, César, Chadwick, Botero, Calder, Martini, Manzù, Bergomi e molti altri ancora.

Tra i soggetti che predilige figurano quello "classico" del nudo, il tema plastico del cavallo – simbolo di potenza vitale – e la figura dell’angelo, indirettamente collegata a quell’immagine della ballerina impegnata nella danza che è per Montalbano una costante fonte di ispirazione.

L'incontro con Montalbano, presso il Laboratorio di Pittura dell’Accademia SantaGiulia darà modo di seguirne da vicino il modus operandi, che a partire dalla formazione bresciana gli ha consentito di affermarsi a livello internazionale.


Fonte: www.popolis.it