07/03/2007 - SANTA GIULIA: L'ARTE DI FORMARE ALLA PROFESSIONE
Romagnoli: obiettivo dell’accademia è un legame forte con il territorio

Bilancio positivo per un percorso che, negli ultimi due anni, ha visto l’Accademia Santa Giulia di Brescia confermarsi come presenza viva ed autentica risorsa formativa per i giovani che vogliono ritagliarsi uno spazio nelle professioni.

Finito il periodo della sperimentazione, ed ottenuto il riconoscimento a livello legislativo che ne equipara il diploma (conseguito dopo il triennio e al termine dell’ulteriore biennio di specializzazione) al titolo della laurea universitaria, l’Accademia si prepara ad affrontare nuovi progetti, puntando sulla qualità dell’educazione e sulle competenze del corpo docente. Il Comitato tecnico-scientifico - composto da esponenti delle realtà economico-finanziarie, istituzionali, universitarie e culturali - si è riunito giovedì sera nella sede di via Tommaseo. I lavori sono stati aperti dal presidente della cooperativa Foppa Giovanni Nulli, e dall’ad Giovanni Lodrini. Anche il Vescovo mons. Giulio Sanguineti ha preso la parola per fare il punto sull’attività didattica e sulle prospettive che si aprono per il futuro.

«La direzione intrapresa è corretta - riferisce Romagnoli -. Il nostro obiettivo era quello di realizzare un’accademia per la città investendo sui giovani, stringendo rapporti in ambito locale e riteniamo di essere sulla strada giusta. Riceviamo segnali di crescita molto positivi. Cerchiamo di raccordarci strettamente con il mondo del lavoro e di dialogare con le altre istituzioni accademiche, valorizzando sempre di più nostri studenti». Sono complessivamente 300 gli iscritti alla «SantaGiulia», distribuiti nei quattro anni, che dal 2007-2008, andando la struttura definitivamente a regime (attivato nel 2006, il biennio specialistico aperto sia agli studenti del triennio, sia ai laureati dell’Ordinamento quadriennale universitario), vedranno l’aggiunta anche del quinto anno di corso.

«L’Accademia SantaGiulia si propone oggi come un cantiere aperto - osserva Romagnoli - ed un valore aggiunto per il territorio, in grado di creare un legame tra offerta formativa e bisogni culturali e di fornire spunti in termini di idee e collaborazioni. Siamo riusciti ad avere docenti di alto livello, come gli scenografi Domenico Franchi, espositore al Museo Guggenheim di Bilbao e Claudio Brigatti, scenografo di Canale 5. Abbiamo realizzato un master tra la scuola di grafica, che sta riscuotendo successo anche per il carattere innovativo nella decorazione del paesaggio, ed il Politecnico di Milano. Bei progetti si sono sviluppati pure nel restauro - è una delle otto accademie in Italia in cui ottenere il diploma -, dove abbiamo avviato una collaborazione con l’Università statale di Brescia per la diagnostica dei fattori di degrado. I corsi di pittura e decorazione, che erano le «vecchie» discipline, stanno riprendendo molto bene ed acquisendo un’identità chiara con l’introduzione dei nuovi sistemi tecnologici digitali e interattivi».

Proprio con l’intento di colmare il «gap» fra scuola e realtà, «Santa Giulia» ha instaurato diversi progetti con gli enti e le istituzioni locali, fra cui la rubrica «Under» curata dagli stessi studenti dell’Accademia e ospitata dal nostro giornale nell’inserto settimanale «Bresciapiù» e il laboratorio di arte ambientale condotto nel Bosco del Lusignolo, all’interno del Comune di San Gervasio. In questi giorni è presente con uno stand al polo fieristico di Brixia Expo per l’evento BresciaCasa, nei cui spazi ha anche promosso e animato il convegno dal titolo «Design&Emotion. Cultura del progetto e innovazione».

Anita Loriana Ronchi 


Fonte: Giornale di Brescia