30/10/2009 - IN MEMORIA DI GIOVANNI URBANI

Il 30 Ottobre 2009, alla Stazione Leopolda di Firenze, nel Salone dell'Arte e del Restauro IN MEMORIA DI GIOVANNI URBANI “KERMES, La Rivista del restauro” delle Edizioni Nardini e l'Istituto Mnemosyne presentano alcune esperienze di Conservazione Preventiva.
Giovanni Urbani, come è noto, fu direttore dell'Istituto Centrale per il Restauro (oggi: Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro) dal 1973 al 1983. Dieci anni intensi di attività e progetti di grande valore. Per citarne solo alcuni: nel 1976, il cosiddetto “Piano Umbria” (ossia il “Piano pilota per la conservazione programmata dei beni culturali in Umbria”); nel 1978, “La proposta del decentramento delle attività di ricerca e formazione; nel 1979, i “Criteri per la formazione degli specialisti per l'esecuzione degli interventi conservativi sui monumenti; nel 1980, “Giotto a Padova” (ossia: “Studi sullo stato di conservazione dello stato di conservazione della Cappella degli Scrovegni in Padova” ; nel 1982, la proposta per “L'istituzione dei laboratori sperimentali”, per gran parte confluita nell'Accordo Stato-Regioni sottoscritto il 12 Maggio 1983, ma rimasto inapplicato; nel 1983, il progetto (esplicitato mediate un'apposita mostra) per “La protezione del patrimonio monumentale dal rischio sismico”. Fu proprio la constatazione della mancata accoglienza, da parte dei competenti organi ministeriali, di queste e di altre proposte maturate dall'ICR per volontà e con la direzione del suo direttore, che Giovani Urbani decise (sia pure con la discrezione e la signorilità che ne hanno sempre caratterizzato l'azione) di rassegnare anticipatamente le proprie dimissioni dalla direzione dell'ICR.
Ricordare Giovanni Urbani è, certo, ricordare anche la sua dedizione allo Stato e la sua determinazione nello svolgere le funzioni che gli erano state assegnate perché operasse per la fattiva e duratura conservazione del maggiore e più qualificante patrimonio italiano, quello dei materiali di storia e d'arte. Questo, infatti, è il modo con cui se ne stanno richiamando le idee e le opere da più di dieci anni, sopratutto dopo il ricordo voluto dalla Scuola Normale di Pisa nel 2004.
“KERMES la rivista del restauro” edita a Firenze da Nardini, e l'Istituto Mnemosyne
di Brescia hanno deciso, nel quindicesimo della morte e nel trentacinquesimo della prima proposta per la “conservazione preventiva”, di ricordare Giovanni Urbani cercando di documentare alcuni esiti operativi delle sue indicazioni progettuali che, per molti anni purtroppo, sono rimaste “proposte disperse”, come egli stesso volle che venissero chiamate e come si possono leggere nel suo testo postumo edito da Skira nel 2000 a cura di Bruno Zanardi.
Le difficoltà organizzative hanno consentito di predisporre, per venerdì 30 Ottobre
2009, un programma molto succinto che, con inizio alle ore 14,00 nella Sala “Bianchi” del Salone dell'Arte e del Restauro in atto presso la Stazione Leopolda di Firenze, si aprirà con tre introduzioni (la prima del direttore di Kermes, Andrea Galeazzi; la seconda di Pietro Segala, direttore di Mnemosyne; la terza di Bruno Zanardi, che è il maggior conoscitore del pensiero e delle opere di Giovanni Urbani), alle quali seguirà la presentazione di un progetto di ricerca in atto a Padova “per la conservazione dei dipinti” (a cura di: Alberto Finozzi, CESMAR 7; Roberta Giorio, IKON Diagnostica per i beni culturali) e cinque esperienze di “conservazione preventiva” rese possibili da specifici finanziamenti
della Fondazione Cariplo: l'esperienza di Como (a cura di: Piera Pappalardo, Ufficio del Patrimonio del Comune di Como) Conservazione Programmata di architetture moderne di proprietà comunale: Il Monumento ai Caduti, l'Asilo Sant'Elia, la Fontana di Camerlata; l'esperienza di Laveno Mombello (a cura di Marisa Lenardon,, Settore Lavori Pubblici del Comune di Laveno Mombello, VA) Il piano di conservazione programmata di Palazzo Perabò; l'esperienza voluta dalla Parrocchia di Medole, Strategie operative per la conservazione della Chiesa dell'Assunzione della Beata Vergine Maria (a cura di: Sabrina Salvadori, ConCreTeLab, Medole, MN); l'esperienza del Comune di Teglio (SO),
La buona pratica coinvolge il territorio: i Palazzi Besta di Teglio e Bianzone ed il Battistero di Mazzo (a cura di: Dario Foppoli, Studio Foppoli Moretta e Associati, Tirano, SO; Fulvio Roberto Besana, Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio, Milano); l'esperienza del Comune di Toscolano Maderno Conservazione programmata della Villa Romana dei Noni Arri (a cura di Anna Brisinello, Settore Lavori Pubblici del Comune di Toscolano Maderno, BS).
Pur con queste poche esperienze la Rivista Kermes e l'Istituto Mnemosyne reputano di poter onorare degnamente Giovanni Urbani. Soprattutto se questo ricordo potrà sollecitare altri a rendere note altre esperienze di conservazione coerenti con le proposte elaborate dall'Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro negli anni della direzione di Giovanni Urbani, quando si chiamava ancora Istituto Centrale per il Restauro.


Luogo Evento: Firenze