23/01/2010 - MIMMO ROTELLA

VERNISSAGE SABATO DAL 23 GENNAIO ORE 16.30 AL 7 APRILE 2010 presso Galleria Colossi Arte Contemporanea, Corsia del Gambero N°12/13. Brescia

PRIMA DEL DéCOLLAGE

Per oltre mezzo secolo, Rotella ha affrontato un’avventura basata su un concetto fondamentale: il décollage, ovvero lo strappo e la “rapina”, o meglio ancora la “riappropriazione”, del quotidiano.

“…Décollage in tutti i sensi del termine – ha scritto recentemente Pierre Restany – strappi sonori nei “poemi epistaltici”, plastici nei manifesti lacerati, calligrafici nelle sovrapitture; appropriazione diretta negli “art-typo”, nei riporti fotografici sulle tele emulsionate, nei “ready made” visivi…”

Iscrittosi all’Accademia di Belle Arti di Napoli, Rotella terminava i suoi studi solamente nel 1944, a seguito di una parentesi nella città di Roma, ove si recherà nuovamente per intraprendere la carriera artistica. Trasferitosi negli Stati Uniti per effettuare performance e registrazioni di poemi fonetici, da lui definiti poesia epistaltica, nel 1953 tornava in Italia, dove avrebbe portato a perfezionamento la tecnica del décollage.

Diversamente da Hains e Villeglé, che nel loro lavoro di affichistes hanno sempre voluto veicolare una realtà politica e sociale, le opere di Rotella riflettono un aspetto più estetico, quasi pittorico, immerso nella dolce vita romana e stimolato dall’attualità cinematografica. Grande “disvelatore” della pelle dei muri delle nostre città, fino al 1957 Rotella sperimentava la tecnica del doppio décollage, riportando direttamente sulla tela il manifesto strappato dal muro, e lacerandolo nuovamente una volta incollato sul supporto. Consapevole di aver commesso un imperdonabile peccato di lesa maestà nei confronti della pittura, osando presentare pubblicamente come opere d’arte i suoi brandelli di manifesto, Rotella è passato da una iniziale volontà di indagare l’invisibile, il non detto, l’inconscio dei retro d’affiche, ad una lacerazione più figurata, prendendo a spunto il mondo del cinema e della bellezza che s’agitava e si spegneva in un battito d’ali sulle strade d’Italia. I suoi manifesti strappati dedicati ai grandi miti mass-mediatici degli anni Sessanta - culminanti nel ciclo Cinecittà – sono così diventati patrimonio della nostra cultura visiva, trasformandosi essi stessi in mito dell’epoca.

A Parigi passava dal Nouveau Réalisme alla Mec Art, tecnica consistente nel riporto dell’immagine fotografica sulla tela emulsionata, approdando poi alla trascrizione meccanica dell’immagine con la serie degli Artypos, prove di stampa tipografiche scelte e liberamente incollate sulla tela. Fu sempre a Parigi che Rotella realizzava, nel periodo fra il 1970 e il 1976, la serie degli Effaçages, immagini lavorate con solventi, e successivamente dei Blanks, nel 1981, o Coperture: manifesti pubblicitari ricoperti, appunto, da fogli di carta che occultano l’immagine sottostante.

Rotella ha letteralmente attraversato tutte le tecniche possibili di trasformazione e di ri-creazione dell’immagine, fino alla serie di Sovrapitture, manifesti laceri incollati su pannelli metallici con interventi manuali che riprendono elementi tratti dalla pittura murale e dal graffitismo, dimostrandosi artista perennemente moderno, fautore di un costante, e sempre nuovo, “miracolo metamorfico”. Daniele Colossi

http://www.colossiarte.it/inizio.html


Luogo Evento: Galleria Colossi