31/12/2010 - ATTIVITA' ESPOSITIVA AAB 2010

L’AAB è la struttura che oggi a Brescia realizza il maggior numero di esposizioni, circa una quindicina all’anno, con una proposta complessiva di riconoscibile valore, tale da assicurare il patrimonio di prestigio e di serietà dell’Associazione stessa e offrire al pubblico occasioni culturali di qualità.

I programmi obbediscono all’opportunità di contemperare esigenze diverse: ampliamento dei settori di interesse (ad esempio con le serie “Classici del contemporaneo”, “Grafica”, “Il bibliofilo”, “Il progetto disegnato”, “Scenografia”, “L’Ottocento”, “Classici del Novecento”, “Plastica”); verifica della produzione locale sia recente che storica; apertura ad artisti, gruppi, tendenze non locali; confronto con qualsiasi indirizzo o tecnica; offerta di spazi per l’attività dei giovani; collaborazioni con musei, collezionisti e galleristi, ordini e collegi professionali, mondo della scuola, realtà associative e partecipative.

Negli anni l’Associazione ha proposto alcune tra le più significative figure di artisti contemporanei e del passato, italiani e stranieri, ed è impegnata inoltre a valorizzare le nuove proposte artistiche, soprattutto a livello locale (anche realizzando ogni anno una rassegna riservata ai soci e una riservata ai giovani).
Tutte le mostre sono accompagnate da cataloghi che, nel modulo avviato nel settembre 1993 e rinnovato graficamente nell'aprile 2003, hanno raggiunto ad oggi il numero 160, costituendo un patrimonio prezioso e una testimonianza insostituibile.
Tutte le mostre godono del patrocinio del Comune e della Provincia di Brescia e molte di esse sono organizzate in collaborazione con i Civici Musei d’arte e storia di Brescia.
 
 
Programma delle esposizioni

gennaio-dicembre 2010
 
10 dicembre 2009–6 gennaio 2010
   
Gli artisti bresciani e il Concorso Brozzoni (1869-1950)
   
la memoria figurativa
9 – 27 gennaio
   
Mino Raoul Colombo, Elena Manfredini, Manuela Marziali.
Tre percorsi
   
associati aab
30 gennaio–17 febbraio
   
Paolo Petrò.
Douceur
   
monografie di artisti bresciani
20 febbraio–10 marzo
   
Remo Bresciani.
Città s-velate
   
monografie di artisti bresciani
13 marzo–7 aprile
   
Gli artisti bresciani e l’incisione
   
contemporanea
10 aprile–5 maggio
   
Giovani presenze nella ricerca artistica a Brescia
   
giovani presenze
8 maggio–16 giugno
   
Ricognizione 2009-2010
   
associati aab
25 settembre–20 ottobre
   
Luigi Veronesi (1908-1998) nelle collezioni bresciane
   
classici del contemporaneo
23 ottobre–10 novembre
   
Giuliano Scalvini.
Il colore del segno
   
monografie di artisti bresciani
13 novembre–1 dicembre
   
Antonio Gigante.
Il muro. Le crepe della memoria
   
monografie di artisti bresciani
4–31 dicembre 2010
   
Giuseppe Ronchi (1873-1951)
   
la memoria figurativa

 
Gli artisti bresciani e l’incisione
 
La mostra, che si collega a quelle dedicate al pastello nel febbraio-marzo 2007 e nell’aprile-maggio 2009, continua l’indagine su specifiche tecniche proponendo una rassegna della produzione grafica a Brescia negli anni più recenti. Pubblichiamo una breve presentazione del curatore.
 
Dietro il colore. Il “maestro” non pittore
 
La rassegna dedicata all’incisione si riferisce essenzialmente da artisti che a questa tecnica hanno dedicato il loro spazio creativo. Non pittori incisori quindi, sebbene sappiamo come la maggior parte degli artisti, soprattutto nel Novecento, si sia cimentata nel tentativo di raccogliere effetti e visioni che al colore non sono date. Sappiamo anche che tutte le tecniche calcografiche sono state altresì utilizzate proprio per ottenere il “multiplo”, la sequenzialità di una immagine gestibile anche da un punto di vista economico. Non è questo il caso degli artisti presenti nella mostra sull’incisione bresciana organizzata all’AAB. Le opere esposte contengono, sia nel segno tradizionale sia in quello più moderno, il lavoro decennale di sperimentazioni e visioni. Non sempre, nella conclusione della lastra, esse trovano la giusta corrispondenza. Incidere significa proprio vivere in una visione “rimandata”, non concretizzabile nell’atto del segno. Il segno è solo l’incipit di una speranza che poi, in un secondo momento, sarà concretizzata dal torchio: il pensiero di ogni incisore deve manifestarsi nella capacità realizzativa sotto la costante esigenza della pressa sul foglio. Capolavori in bianco e nero, poesie semplici che pur non condizionate dal colore mantengono uno strettissimo rapporto con la comunicazione più intima. Chi incide, e che non ama chiamarsi pittore, conosce in primis il suo rapporto con la punta e la lastra. È ancora l’arte in cui si riconoscono l’artefice e l’esecutore, sebbene esigenze di produzione abbiano condizionato a tal punto l’incisore, o l’inciditrice (G. Testori), che oltre a segnare la lastra si produce alla stampa. Gli artisti scelti, tra giovani presenze e antichi maestri, rappresentano questo mondo ideale, questo antico motivo di produzione dell’immagine che ha sempre trovato la forza nel rinnovamento del gesto, del segno e anche della tecnica. I lavori prodotti sono acqueforti, acquetinte e anche puntesecche, e non sperimentazioni di materiali oltre la lastra di rame o di zinco.
 
 
Marcello Riccioni
 
Giovani presenze nella ricerca artistica a Brescia
Dopo il vivo successo delle dieci edizioni precedenti, dal 19 aprile al 14 maggio l’AAB riapre il proprio spazio ad una rassegna di giovani artisti che vivono o lavorano in area bresciana, offrendo ad essi la possibilità di presentare pubblicamente il risultato del loro impegno di ricerca e di lavoro. La mostra gode, come sempre, del patrocinio degli Assessorati alla pubblica istruzione e alle politiche giovanili del Comune di Brescia.
Riportiamo una presentazione della curatrice della mostra.
 
Nell’aprile del 2000 l’AAB avviò la rassegna denominata Giovani presenze nella ricerca artistica a Brescia, dando seguito e cadenza annuale all’iniziativa del Premio Brescia giovani del 1998.
Per dieci anni questo appuntamento è stato uno sguardo aperto sull’arte contemporanea ed insieme occasione di riflessione e confronto d’ interesse non solo locale, animato da giovani che con la città avevano un rapporto legato al  proprio lavoro artistico.
Nelle prime mostre i curatori che si sono alternati, Fausto Lorenzi, Flavio Arensi, Mauro Panzera e chi scrive, hanno  preferito offrire spazio ad artisti giovani, ma con una formazione già alle spalle e con percorsi collaudati. Alcuni in effetti stavano diventando, e continuano ad esserlo oggi, figure di fama nazionale e non solo. Nel 2000 si sono visti, ad esempio, i lavori di Fausto Gilberti, vincitore nel 2007 dell'ottava edizione del Premio Cairo, e di Gabriele Picco, artista visivo e scrittore, con opere nella collezione del MOMA a New York. Nel 2001 hanno esposto, fra gli altri, Marta Dell’Angelo e Giuliano Guatta, nel 2003 Massimo Uberti. Ma quasi tutti i più di settanta partecipanti alle rassegne andrebbero citati per la professionalità con cui continuano ad operare  nel campo delle arti visive. A partire dal 2004 i curatori, ai quali si sono aggiunti Massimiliano Cappella e Giampietro Guiotto, hanno dato spazio anche ad esordienti che rispecchiavano le nuove realtà cittadine nel campo della formazione artistica, offrendo la possibilità ai giovanissimi di dialogare con l’esterno e testimoniare l’innegabile ampliamento del panorama artistico bresciano, che affiancava le proprie accademie a quelle storiche di Milano, Venezia e Verona.
Le scelte dei curatori hanno mostrato dunque a tutto campo le declinazioni dell’arte contemporanea, dalla pittura alla fotografia, alla scultura, al video, all’istallazione, alla digital art, riflettendo sul senso del fare arte oggi e dando visibilità a personalità di diversa provenienza e formazione.
La mostra del 2010 continua per certi versi il filo conduttore  proposto nell’edizione di due anni fa: è un’indagine su giovani artisti che “fanno” materialmente l’opera, non rinunciano ad una presenza manuale, reale nei processi esecutivi, mantengono uniti i ruoli di creatore ed esecutore che, con le possibilità  attuali nel campo virtuale e della riproduzione tecnica, sono oggi frequentemente disgiunti.
La nuova edizione avrà come tema il lavoro del fare immagini e creare figure, interrogandosi se tra illustrare, dipingere o disegnare ci sia oggi quella distanza che nei decenni e nei secoli passati sembrava esistere.
L’illustrazione nasce come storia da raffigurare, come immagine che accompagna o sostituisce la scrittura, che allude a qualcosa che è altro da sé. Conseguentemente l’illustratore è stato considerato artista minore: anche nel caso di grandissimi disegnatori, incisori e pittori che l’hanno praticata, da Hogarth a Daumier, questa produzione è stata considerata collaterale e secondaria rispetto alle altre, rimanendo lontana dai luoghi ufficiali dell’arte anche in epoche, come il Settecento, in cui ha raggiunto successi di pubblico e fama popolare ineguagliabili nei secoli seguenti.
Nel mondo contemporaneo, dove l’immagine è preponderante nella comunicazione e nell’evocazione rispetto alla parola, non dovrebbe più essere così, ma persistono differenze tra illustrare e dipingere.
Oggi l’illustrazione non finalizzata è un fenomeno di nicchia, ma al tempo stesso molte opere dipinte si sono trasformate in illustrazioni pure, l’iconografia dell’illustrazione e quella della pittura spesso coincidono e le immagini sono più proiezioni dell’io che del mondo. Alcuni giovani sono sollecitati a rispondere a queste questioni attraverso i loro lavori, che, in questo caso, non sono illustrazioni, ma manifestazioni di figure fine a se stesse e per se stessi, piuttosto lontane dalle necessità di comunicazione verso l’esterno.
Anche i supporti e le tecniche di raffigurazione presentati non sono del tutto usuali per questo tipo di produzione artistica e spaziano dal cartaceo alle grandi dimensioni della tela, al legno scolpito, all’opera-oggetto. Come non usuali, non necessariamente reali, sono le immagini, liberate con taglio surreale o progettuale, o aderenti a realtà spaesate.
 
 
Pia Ferrari
 
Ricognizione 2009/2010
Mostra dei soci artisti dell’AAB
 
Il consiglio direttivo dell’Associazione Artisti Bresciani ha programmato per il periodo dall’8 maggio al 16 giugno 2010 la tradizionale mostra collettiva di fine stagione aperta a tutti i soci.
La mostra si propone di documentare e rendere pubblica la produzione artistica degli operatori bresciani nell’ultimo anno, offrendo un’opportunità agli operatori stessi e a tutta la comunità.
Nell’intento di presentare una migliore e più omogenea visione delle opere, il consiglio direttivo ha deliberato, anche per questa edizione, di organizzare l’esposizione in tre sequenze, ordinate secondo un criterio alfabetico, della durata di due settimane ciascuna. Per meglio valorizzare le opere degli artisti partecipanti, il consiglio direttivo, sulla base dell’esito del questionario inviato per la precedente edizione, ha deliberato di lasciare loro la scelta di riprodurre nel catalogo la fotografia a colori di una o di entrambe le opere che verranno esposte.
La partecipazione alla mostra è aperta esclusivamente agli artisti che si siano iscritti all’AAB entro il 6 aprile 2010.
Ogni artista potrà partecipare con due opere inedite datate fra il luglio 2009 e l’aprile 2010.
Entro il 6 aprile 2010 gli artisti che intendono partecipare alla mostra dovranno consegnare la domanda di partecipazione, debitamente compilata in ogni sua parte, e le fotografie a colori (non diapositive), anche su supporto digitale, delle due opere, con chiara indicazione del nome e cognome, del titolo, della tecnica, delle misure, della data e dell’alto e basso. Questi dati sono obbligatori, in quanto necessari per la redazione del catalogo e per la definizione delle sequenze.
Sono ammessi qualsiasi mezzo e tecnica. Quanti intendano presentare opere che richiedano un’installazione (video-art, computer-art eccetera), dovranno informare preventivamente la segreteria e provvedere a fornire le attrezzature.
Il bando completo e il modulo di partecipazione sono disponibili presso la segreteria.

Luogo Evento: Vicolo delle Stelle (Brescia)