27/06/2010 - "Crime et châtiment"

La mostra abbraccia il periodo che va dal 1791, quando Le Peletier de Saint-Fargeau chiese la soppressione della pena di morte in Francia, al 1981, data della sua effettiva abolizione in questo paese. Nel corso di questi due secoli c'è stata un'elaborazione filosofica e letteraria sul tema del crimine che investiva il rapporto dell'individuo rispetto alla società oltre che la dimensione della moralità e del legame di quest'ultima con la religione. Da Goethe a Dostoievski, passando per Kant fino a Marx la domanda fondamentale è fino a che punto l'individuo sia libero, a chi debba rendere conto e chi ha il diritto di giudicarlo e si punirlo.
In pittura artisti come Goya, Géricault, Picasso o Magritte si sono posti esattamente le stesse domande e ne hanno rappresentato con grande potenza gli aspetti filosofici oltre che estetici. Oltre alle tesi filosofiche e agli spunti letterari, anche le teorie pseudo-scientifiche della fisiognomica hanno influenzato la rappresentazione visiva di criminali e malfattori. L'esposizione affronta dunque un tema complesso e variegato ma non tralascia i dettagli concreti sul tema del delitto e del castigo: patiboli, gogne e ghigliottine ci ricordano infatti quanto il castigo somigli al delitto. Il museo tiene ad avvisare che alcune delle opere potrebbero impressionare il pubblico non adulto.
Fino al 27 Giugno 2010
Musée d'Orsay, 1 rue de Lille
Per informazioni: www.musee-orsay.fr
Luogo Evento: Museo D'Orsay Parigi