18/06/2010 - Emilio vedova alla galleria excalibur

Negli spazi della Galleria EXCALIBUR Artecontemporanea di Solcio di Lesa , si inaugura sabato 18 giugno alle ore 18.00 la mostra di Emilio Vedova .

Sono 20 carte dagli anni 60 agli anni 90 di medie e piccole dimensioni del grande astrattista italiano.

L’immagine di Vedova sembra più simile a quella di Clyfford Still che a quella di Mondrian. Risulta infatti da un insieme di macchie colorate senza alcun schema d’ordine ; ma si nota subito che l’immagine spaziale è agitata , drammatica. Non può contenersi in un unico piano di proiezione; lo spazio del quadro, infatti, si frantuma in tanti piani , anche materialmente distinti. Vedova, infatti, abbandona la superficie del quadro: i suoi plurimi sono composti di piani variamente orientati e muovibili: sono lo spazio ristretto e animato entro il quale l’artista compensa l’oppressione del limite con la dirompente violenza del colore. Non è uno spazio che si forma, come nei pittori d’azione americani, ma uno spazio che esplode: cosmo che ritorna caos.

Vedova non dissimula il proprio movente ideologico-politico: di fronte ad un succedersi di eventi politici che offendono e mortificano la coscienza, reagisce denunciando la rovina dei grandi valori della natura e della storia e dimostrando come soltanto nella rivolta morale si possa recuperare la condizione naturale e storica della libertà. Nonostante l’apparente analogia con la pittura d’azione americana, la sua pittura presuppone una cultura tipicamente europea, e ne riflette drammaticamente la crisi storica.

Nato a Venezia nel 1919. Fin dagli esordi il tema principale è la condizione esistenziale dell’uomo nella società contemporanea. Nel 1946 è a Milano dove firma il manifesto Oltre Guernica; aderisce alla nuova Secessione artistica, poi al Fronte Nuovo della Arti. Oppositore del neorealismo è tra i protagonisti della rottura tra pittori figurativi e pittori astratti. Nel 1947 dipinge la serie delle geometrie nere , in cui adotta soluzioni geometrizzanti ispirate ai futuristi e a Picasso. Durante i primi anni Cinquanta sviluppa uno stile gestuale facendo uso di colori fortemente contrastanti, soprattutto neri , e di larghe pennellate. Del 1953 sono il Ciclo della Protesta e il ciclo della natura, presentati alla Biennale di Venezia dell’anno successivo mentre a Documentaa Kassel nel 1955 espone il Ciclo della Protesta per il Brasile. Nei primi anni Sessanta da inizio a una nuova linea di ricerca pittorica chew approda ai plurimi, strutture tridimensionali dipinte che aggrediscono lo spazio circostante. Vive e lavora a Venezia.

Informazioni

MOSTRA DI EMILIO VEDOVA
18 giugno - 10 luglio 2005
Orari di galleria : 10.00-12.30 / 15.30- 19.30
Inaugurazione sabato 18 giugno ore 18.00
Sito Web: www.excalibur.altervista.org


Luogo Evento: Solcio di Lesa (NO)