12/01/2012 - OUROBORUS: STEFANO MINZI

Giovedì 12 gennaio 2012 Ex Elettrofonica presenta nei suoi spazi un progetto inedito di Stefano Minzi, Ouroborus, a cura di Manuela Pacella.
La ricerca di Stefano Minzi (Milano, 1976. Vive e lavora a Berlino) si concentra principalmente su due filoni: l’uno di memoria personale e familiare; l’altro smaccatamente politico. La base di partenza è sempre la fotografia, sia essa presa da un album di famiglia sia ‘rubata’ dai media come la televisione o internet. L’immagine fotografica viene poi trasferita sulla tela o sulla carta attraverso la stampa planografica la cui matrice, di carta e quindi deperibile, contraddice in fieri il principio di base dell’incisione, ossia la sua serialità. Alle icone mediatiche e alle immagini di famiglia, recentemente, Minzi ha aggiunto un terzo elemento che pervade ogni sua opera, l’astrologia e i vari significati simbolici connessi ai colori e alle forme.

Per gli spazi di Ex Elettrofonica Stefano Minzi propone un lavoro inedito composto da un grande serpente in stoffa che gira intorno all’albero centrale della galleria. Il serpente - posto a cerchio come simbolo dell’infinito, dell’eterno ritorno – ha la testa mozzata e, sotto di essa, vi sono 4 teste di stoffa di 4 colori e grandezze diverse. Il più piccolo e lontano nel tempo è Mussolini, stampato su stoffa blu poiché, nell’accezione negativa del colore, simboleggia la tirannide. Poi vengono Craxi – verde per l’invidia – e Andreotti – giallo di follia. Infine Berlusconi, il più grande perché il più recente, bianco come l’egoismo.

Le 4 teste sono a terra, sono monche del loro corpo e si stanno seccando.

Questa fase autunnale dell’Italia, che al momento manca di una guida, è contrapposta ad un aspetto positivo, rappresentato da tante personalità che sono prese a modello di un'Italia diversa, alternativa a quella delle stanze del potere: da Antonio Gramsci, Beppe Fenoglio, Camilla Ravera,  Carlo Giuliani, Cesare Pavese, Gaetano Bresci, Gina Geleotti Bianchi, Giuseppe Garibaldi, Luce D'Eramo, Maria Montessori,  Pier Paolo Pasolini, Peppino Impastato, Primo Levi, Rita Levi Montalcini, Roberto Saviano, a Sandro Pertini.

L’idea delle maschere viene usata dall’artista come massima rappresentazione delle manifestazioni che si sono susseguite nell’ultimo anno. I volti di questi personaggi, storici o meno, saranno stampati su maschere di pelle animale divenendo simbolo del loro sacrificio. 

In mostra verrà inoltre presentato The Giant Flipbook, qui esposto per la prima volta, che ritrae Silvio Berlusconi. Nelle 50 pagine che lo compongono, incisione dopo incisione, l’immagine dell’ex presidente del Consiglio scompare del tutto, rendendo palese il sottotitolo: Come ho digerito un dittatore mediatico.

 

 


Luogo Evento: Ex Elettrofonica, Roma