04/07/2009 - L’IDROVOLANTE DI MARINETTI - Brescia riscopre il futurismo

BRESCIA ARTE D’ESTATE è il progetto che l’Assessorato alla Cultura del Comune di Brescia e i Musei civici d’Arte e Storia, in collaborazione con la Fondazione Brescia Musei e con la partecipazione di Provincia di Brescia e Associazione Brescia Mostre, propongono dal 20 giugno al 27 settembre e che vuole essere un’occasione in più – per una città che cresce di giorno in giorno sotto il profilo delle proposte e delle offerte culturali – di scoperta e intrattenimento per gli appassionati di arte, storia e bellezza.
Il progetto, articolato attorno a tre mostre principali, trova il proprio centro nel Museo simbolo della città, Santa Giulia, ma non mancherà di coinvolgere sedi contigue (Palazzo Martinengo) e ambiti urbani circostanti (via Musei e le piazze dei dintorni), con speciali appuntamenti a tema.
BRESCIA ARTE D’ESTATE ha preso il via il 20 giugno, con l’apertura della mostra Napoleone III a Brescia e a Solferino. La Vittoria celebrata (1859-2009). Sabato 27 giugno, L’ospite eccellente. La Pinacoteca Tosio Martinengo in Santa Giulia.
Infine, sotto il titolo complessivo L’idrovolante di Marinetti. Brescia riscopre il futurismo, aprono sabato 4 luglio p.v. tre mostre dislocate in due sedi:
- Bulloni, grazie & bastoni. Il libro futurista a Santa Giulia

- L’obbiettivo futurista. Fotodinamismo & fotografia e Fortunato Depero. L’officina futurista a Palazzo Martinengo.

Al Museo di Santa Giulia, la mostra Bulloni grazie e bastoni. Il libro futurista propone un affascinante viaggio nell’editoria e nella grafica del futurismo. Curata da Melania Gazzotti, la rassegna ricostruisce lo stretto legame tra letteratura e grafica del futurismo mostrando quanto e in quale modo la “rivoluzione letteraria” del futurismo, operata attraverso la negazione della sintassi tradizionale e gli esperimenti di visualizzazione parolibera da Filippo Tommaso Marinetti, Francesco Cangiullo, Luciano Folgore, Fortunato Depero, Ardengo Soffici ed altri ancora, abbia necessariamente condotto ad una “rivoluzione tipografica” volta per la prima volta nella storia a liberare la tipografia dalla condizione ancillare nei confronti della scrittura.

Si tratta insomma di una rivoluzione condotta con i mezzi della stampa: con la carta con le sue tonalità, il suo peso e la sua consistenza; con l’inchiostro e i suoi colori; con i caratteri tipografici, utilizzati in funzione altamente espressiva in tutte le loro dimensioni e varietà; con la pagina, che cessa di essere schermo neutro per divenire autentico campo di azione di una nuova – ed inedita – forma di espressione letterario-visiva-verbale.

Non manca neppure una rivoluzione nella stessa forma del libro: modificando abitudini talmente consolidate da apparire pressoché intrinseche alla fisiologia della lettura, i libri futuristi possono giungere a negare la forma ed i materiali tradizionali per trasformarsi in litolatte (con le pagine litografate su fogli di latta) o in “libri imbullonati”, ovvero volumi rilegati con dadi, bulloni e coppiglie.

A Palazzo Martinengo la rassegna L’obiettivo Futurista. Fotodinamismo & fotografia illustra la poetica del rapido e fugace apparire della vita in circa 100 immagini originali.
Nella stessa sede, completa il progetto la mostra Fortunato Depero. L’officina futurista, eccezionale esposizione di 22 grandi zincografie del vulcanico artista roveretano, tra i principali protagonisti del futurismo e più in generale dell’arte non solo italiana dei primi decenni del secolo. 

La mostra L’obiettivo futurista. Fotodinamismo & Fotografia indaga la poco nota produzione fotografia del futurismo, che costituisce senz’altro uno dei temi più trascurati negli studi sul movimento marinettiano. In particolare, la mostra si sofferma sulla fotografia del cosiddetto secondo futurismo, e particolarmente del futurismo degli anni Trenta, quelli immediatamente successivi alla pubblicazione del Manifesto della fotografia futurista.

In mostra, grazie al prestito del Museo Nazionale della Fotografia “Cav. Alberto Sorlini” di Brescia anche alcune macchine fotografiche degli anni Trenta utilizzate dai futuristi, corredate da suggestivi accessori come bauletti, borsellini, flash con relative lampadine ed altro ancora (per i dettagli tecnici si veda la scheda allegata).

Il percorso si articola in diverse sottosezioni, che seguono l’andamento della ricerca fotografica futurista degli anni Trenta. Dalle ricerche che si sviluppano in continuità con i primi esperimenti alla produzione dei fotografi di studio, che alternano le fotografie destinate al mercato con poco note ma spesso eccellenti sperimentazioni linguistiche ispirate al futurismo.
Importantissimi i fotomontaggi e i fotocollaggi cui si applicano con costrutto artisti come Bruno Munari, Riccardo Ricas, Erberto Carboni, e non meno significativi i fotogrammi di Luigi Veronesi, unico artista italiano impegnato nelle ricerche di “fotografia astratta”.
Altrettanto significative le fotografie di Renato Di Bosso e Ferruccio Vecchi, volte a costruire per il regime una sorta di “immagine del potere”.
Chiudono la mostra alcune le sezioni dedicate ad alcune personalità: dal confronto tra le fotografia dei fratelli Michahelles, Thayaht e RAM, alle sezioni dedicate a Wanda Wulz (l’unica donna del futurismo impegnata nella fotografia), e a Ferruccio Demanins, poco noto ma interessantissimo fotografo giuliano dal cui archivio ha preso avvio la ricerca che ha condotto alla realizzazione della mostra.

La mostra Fortunato Depero. L’officina futurista propone invece le ventidue tavole a zincografia che corredano l’introvabile e preziosissimo volume Ventidue disegni del pittore-poeta Depero, «libro d’artista» edito nel 1944 in soli duecento esemplari numerati.

Alcune tavole ritraggono paesaggi alpestri e popolareschi, tratti dall’ambiente rurale di Serrada, mentre altre, segnate da un disegno di carattere sintetico ed aerodinamico, interpretano la velocità e lo splendore simultaneo offerto dalla vita congestionata della grande metropoli; altre ancora propongono motivi fantasiosi, alcuni dei quali latamente ispirati all’arte negra.

Nei disegni del volume si colgono – ora apertamente e ora in sottotesto – molti dei temi e degli stilemi più caratteristici della produzione futurista e particolarmente di quella deperiana, dal “mito della macchina” all’esaltazione della velocità.

La ricchezza e la varietà della proposta è dunque notevole, di grande spessore e al contempo di sicuro gradimento, e con un valore aggiunto: una tariffa d’ingresso davvero speciale. Per tutta l’estate infatti, a partire dal 20 giugno e fino al 27 settembre, sarà possibile visitare tutte le mostre e il Museo di Santa Giulia al prezzo di soli 6 euro. Un motivo in più che l’Amministrazione vuole offrire alla città e ai suoi visitatori per vivere, a Brescia, l’Arte d’Estate.

Completano l’offerta di Brescia, Arte d’Estate numerose iniziative collaterali a titolo completamente gratuito. Presso entrambe le sedi di Santa Giulia e Palazzo Martinengo, in alcune date prefissate sono previste visite guidate a tutte le mostre, cui si aggiungono workshop e incontri di approfondimento presso le due sedi e presso il Museo Nazionale della Fotografia “Cav. Alberto Sorlini” (si veda per i dettagli la scheda iniziative collaterali allegata).

Sede
Santa Giulia – Museo della Città
Brescia, via Musei
tel.  030.2400640
www.bresciamusei.com
www.museiarte.brescia.it

Date e orari
4 luglio - 27 settembre 2009
ore 10.00 – 18.00
da martedì a domenica
lunedì chiuso

L’obbiettivo futurista
Fotodinamismo & Fotografia
e
Fortunato Depero
L’officina futurista

Sede
Palazzo Martinengo
Brescia, via Musei 30
tel. 030.2807934 – 030.3753003
info@palazzomartinengo.it
www.palazzomartinengo.it

Date e orari
4 luglio - 27 settembre 2009
ore 9.00 - 12.00 / 16.00 - 21.00
da martedì a domenica
lunedì chiuso

 


Luogo Evento: Santa Giulia - Museo della Città e Palazzo Martinengo