21/10/2009 - REBECCA FORSTER

La Galleria SPAZIOTEMPORANEO è lieta di annunciare l’inaugurazione della mostra personale dedicata all’artista REBECCA FORSTER, mercoledì 21 ottobre 2009.
Composta da alcuni importanti cicli creativi, l’esposizione intende essere quasi una sorta di antologica, associando al rigore della selezione e dell’allestimento delle opere, la ricchezza delle tematiche e degli ambiti di indagine nonché la peculiarità del suo linguaggio, perfettamente rintracciabile e riconoscibile in ciascun medium utilizzato.
Come suggerisce il titolo del testo critico in catalogo, la mostra pare davvero condurre nel ventre di Rebecca, alla ricerca dei luoghi, delle mappe, delle architetture, sepolti e ritrovati, tra dee girovaghe ed ali di pipistrello, uova al tegamino e carte di amaretti, lapilli di vulcano e pure qualche zanna di cinghiale…personaggi e objets trouvés che Rebecca Forster sceglie e ricrea in una ricerca avviata in Inghilterra, perfezionata a Cipro, in Grecia e a New York, dove si reca nel 2002 grazie alla prestigiosa borsa di studio assegnatale dalla Pollock-Krasner Foundation. 
Giunta a Milano nei primi anni Novanta, con un lavoro già definito nelle sue linee fondamentali, approfondise nel tempo la sperimentazione attenta di diversi materiali, dai metalli – dall’acciaio allo zinco all’ottone, scelti nel tempo per la migliore ricettività del disegno – alle carte, di diverso tipo e grammatura, rilegate in libri e diari o lasciate libere, di varie dimensioni e forme, strappate o distese, sulle quali dipingere con diversi media, dai pigmenti alle matite allo spray painting, ciascuno utilizzato nella sua identità, evitando addizioni e sottrazioni di altri materiali.
È il disegno, tratto nascente ed immagine nascitura, pensiero che si definisce nel farsi del gesto che diventa traccia, fra il bianco “pieno” della carta “vuota”, il suo principale strumento operativo: nell’improvviso impennarsi di zone convesse, nello sprofondare di convessità, ecco la serie dei Vulcani, traduzioni plastiche dell’antica pratica del disegnare.
Un’altra serie di opere, dedicata a Milano e di recente realizzazione, associa l’immagine di gigantesche uova al tegamino alle mappe della città meneghina, narrata in prospettive a volo di…pipistrello, come la forma della metropoli sembra ricordare.
Tra passato e presente, le sue opere-mappa si confrontano con siti archeologici: è il caso del trittico esposto, dedicato ad Olympia, luogo di culto ellenico al centro del quale campeggia la dea, nume tutelare e voce narrante della storia antica.
Dee e divinità s’incontrano di frequente nell’opera di Rebecca Forster: la Dea Nut, la Diva di Verona, il dio della notte e delle stelle, il Cartografo con le mappe nel ventre (un alter ego dell’artista?), la Vasaia intenta all’opera, l’Uomo del lago, già presentato da Patrizia Serra nella sua Galleria, nel marzo 2009. 
Un vero e proprio atlante d’immagini, che Rebecca Forster porterà con sé, quando approderà in una nuova città, lungo questo suo anacronistico, affascinante Grand Tour, pronta a creare, e raccontarci, innumerevoli altre storie.
Per ora, proviamo a seguirla in questo viaggio affascinante che ci propone la Galleria Spaziotemporaneo, fino al 21 novembre.

Per maggiori informazioni: GALLERIA SPAZIOTEMPORANEO Tel +39 026598056 - spaziotemporaneo@tiscali.it


Luogo Evento: Milano- Via Solferino 56