07/02/2010 - Michelangelo architetto di Roma Così disegnò la città eterna

ROMA - Da domani fino al 7 febbraio in mostra ai musei Capitolini gli schizzi di monumenti più o meno famosi in due periodi tra il 1505 e il 1564. tra i pezzi più preziosi un disegno della cupola di San Pietro del 1563 ritrovato un anno
Le linee a matita rossa che si rincorrono sulla carta raccontano in scala la vertigine della cupola di San Pietro, sorretta dal poderoso tamburo. Una visione resa ancora più suggestiva dalle dieci righe di appunti scritti in corsivo, fitti di cancellazioni con pensieri a margine. E' il disegno inedito autografo di Michelangelo (110x220 mm), un foglio riciclato dallo stesso Buonarroti, datato alla primavera del 1563, un anno prima della morte. E' stato scoperto per caso circa un anno fa nascosto tra altre carte nell'Archivio storico della Fabbrica di San Pietro ed è uscito per la prima volta in assoluto dal Vaticano in prestito ai Musei Capitolini. Fa parte della grande mostra evento "Michelangelo Architetto a Roma", presentata oggi, ideata dalla Fondazione Casa Buonarroti di Firenze e organizzata dall'associazione culturale Metamorfosi.

LE IMMAGINI

La mostra ha la particolarità di offrire quasi un tour virtuale della Roma michelangiolesca: cuore del percorso sono, infatti, i trentuno disegni autografi di Michelangelo, provenienti in blocco dalla Casa Buonarroti selezionati dalla direttrice e curatrice Pina Ragionieri per documentare "l'altro Michelangelo", quello architetto alla corte dei papi in due momenti principali della sua vita, tra il 1505, quando arrivò a Roma appena trentenne, e il 1516, e dal 1534 alla sua morte nel 1564. Un filo rosso che indaga per la prima volta Michelangelo come virtuoso urbanista, progettista sopraffino e visionario capace di orchestrare soluzioni sceniche tra contesto ambientale e decorazione statuaria.


Oltre l'arditezza della Cappella Sistina, oltre la struggente eleganza della "Pietà", oltre l'ardore leggendario del "Mosè", c'è il Michelangelo forse meno ricordato, che passa per la cappella dei Santi Cosma e Damiano a Castel Sant'Angelo, per il tormento della sepoltura di papa Giulio II, per le mura di Roma e le fortificazioni di Borgo, per la piazza del Campidoglio e Palazzo Farnese, per i progetti residenziali della maturità, così come per San Giovanni dei Fiorentini, la Cappella Sforza in Santa Maria Maggiore, Porta Pia e l'impresa straordinaria di Santa Maria degli Angeli. "In questa mostra - avverte Pina Ragionieri - siamo andati a riscoprire tutti i disegni di Michelangelo legati all'architettura romana, tra progetti realizzati o rimasti sulla carta. C'è tutta la Roma che voleva o che avrebbe voluto Michelangelo. L'obiettivo è che attraverso la mostra tutti riscoprano questo aspetto, forse poco noto della città eterna".

"Sfilano i casi di architettura religiosa - avverte lo storico dell'architettura Mauro Mussolin co-curatore della mostra - dalla Tomba di Giulio II a quella del giovane Cecchino Bracci all'Ara Coeli, i temi di architettura civile, da Palazzo Farnese trasformato da Michelangelo, fino all'architettura militare, e alle imprese diventate simbolo di Roma da piazza del Campidoglio. A San Pietro".

E nel patrimonio complessivo di 105 opere articolato in diciassette sezioni (tra antiche stampe, disegni, modelli e documenti d'epoca dedicati al lavoro di Michelangelo architetto), spunta una sorpresa, come annuncia Claudio Parisi Presicce: "Abbiamo scoperto la statua di Giove di epoca romana, datata al II secolo d. C. che dal Belvedere del Vaticano arrivò in Campidoglio per il programma figurativo della piazza così come l'aveva ideato Michelangelo. La sua volontà era di collocarla nella nicchia centrale sotto lo scalone di Palazzo Senatorio. Così la citava proprio Giorgio Vasari. Da documenti d'epoca sappiamo però che dopo la morte di Michelangelo si scatenò una diatriba sulla statua e non fu più messa nel luogo voluto dall'artista. Al suo posto la statua, prima della Minerva, poi trasformata nella Roma cristiana, con un progressivo allontanamento dal progetto originario. L'abbiamo ritrovata a Palazzo Braschi dove era utilizzata per decorare lo scalone. L'abbiamo riconosciuta grazie a due incisioni che la raffigurano nel progetto michelangiolesco. E' alta due metri e trenta e rappresenta Giove col fulmine in mano".

D'altronde, come avverte Presicce: "Una mostra di Michelangelo in Campidoglio è di per sé un evento straordinario. Piazza del Campidoglio è la quintessenza di Michelangelo architetto. Il suo intervento risale al 1537 per volontà di papa Paolo III, in occasione dello spostamento del Marc'Aurelio dal Laterano al Campidoglio. Michelangelo sancì la grande innovazione. Collocò la statua equestre al centro della piazza, mentre in antichità le statue equestre erano sempre poste sul perimetro. E crea un modello universale. Sono molte le invenzioni, tra la doppia scalinata del Palazzo Senatorio e la Cordonata, ma per la prima volta Michelangelo crea un progetto complessivo per l'apparato scenografico, studiando la collocazione delle statue su balaustre e cornicioni, che diventano il primo programma di recupero figurativo dell'antichità".

La mostra è arricchita anche da tre ritratti dell'artista, che attraversano la cronologia dei monumenti. E ha già scatenato l'interesse all'estero: "Alcune università straniere di architettura, come quella di Miami e Notre Dame, ci hanno chiesto di poterla visionare - racconta Federico Mollicone presidente della Commissione cultura che ha fortemente sostenuto il progetto - verranno qui per una sessione di studi sulla mostra e sui percorsi michelangioleschi in città": Abbinate alla mostra anche visite guidate nei weekend ai luoghi di Michelangelo.

Notizie utili - "Michelangelo Architetto a Roma", dal 6 ottobre al 7 febbraio, Musei Capitolini, piazza del Campidoglio. Roma

Orari: martedì-domenica 9-20, chiuso lunedì.
Ingresso: solo mostra intero €6, ridotto €4; più museo intero €9.
Luogo Evento: Roma