Messaggio del Direttore

Caro studente,

in qualità di Direttore dell’Accademia di Belle Arti di Brescia SantaGiulia desidero darti il benvenuto su questa pagina e condividere con te un momento di riflessione che riguarda la tua possibile scelta della nostra accademia per proseguire la tua formazione universitaria. Viviamo in un momento storico molto particolare: la crisi economica generale internazionale c’è, la stiamo vivendo e temo non passerà tanto facilmente, perché è profonda, è culturale.

Si è rotto un meccanismo, la cultura dell’occidente non sa dove andare, non ha una idea chiara di umanità, non ha una identità, (basti pensare alle mille diatribe legate all’utilizzo della moneta unica europea che pare non stare in piedi perché aldilà del concetto economico non esiste una vera identità del cittadino europeo); anche le scienze attraversano un momento di profonda crisi: non sanno se veramente sono in grado di promuovere lo sviluppo umano o rispondono ormai a meccanismi di difficile comprensione.

In questo clima di incertezza, anche tu, giovane creativo del futuro, sei chiamato in causa: la crisi colpisce profondamente anche te, ti toglie la prospettiva di un futuro, ti lascia senza prospettive garantendoti unicamente insicurezza economica e precarietà del quadro di riferimento dei valori della società, primo fra tutti il lavoro.

In questo contesto è fuori discussione che la disoccupazione, la precarietà e possiamo dire anche la mala o poca occupazione, siano tutte situazioni che condizionano pesantemente le scelte dei giovani. I nostri giovani non si preparano per occupare posti sicuri in un ordinamento stabile perché questo sistema di fatto non esiste più. Il lavoro si è fatto sempre più incerto e insicuro. Cresce così tra le nuove generazioni la paura di trovarsi costretti a restare in una specie di limbo che non ha più nulla dell’adolescenza e ha ancora troppo poco della vita adulta.

Cosa fare allora in una situazione così apparentemente “demotivante”? Certamente, riprendere e fare nuovamente nostri dei concetti che si sono momentaneamente persi. In particolare:

1) Cambiare mentalità mettendo la cultura e il lavoro come vocazione: basta con il lavoro inteso come merce.

2) Innovare e porre al centro del mondo l’uomo come sfida culturale per diventare “Uomini nuovi” dentro un Umanesimo Europeo, salvaguardando la solidarietà e il rispetto della persona umana.

3) Innovare ovvero “fare” oltre che pensare a qualcosa di nuovo, introducendo il cambiamento in qualcosa che già esiste. Innovare non significa inventare nuove tecnologie, ma guardare alla realtà in modo nuovo con occhi nuovi, andando oltre.

4) Mettersi in gioco: riscoprire la capacità di lavorare in gruppo, requisito indispensabile per tutti coloro i quali si muovono nell’attuale mercato globale del lavoro. Anche il mondo imprenditoriale in questo momento punta molto sul lavoro di gruppo come strategia per ottenere migliori risultati derivanti dai talenti collettivi. E’ giusto quindi pensare che dalla capacità di sostenersi l’un l’altro per superare i momenti difficili, dalla possibilità di moltiplicare le opzioni grazie alla creatività che deriva dal confronto di idee e per l’amore per le cose belle possano generarsi nuove e funzionali idee.

5) Alimentare linfe nuove: i meccanismi dei vecchi circoli ristretti e trasversali che ci hanno portato ad una società senza senso, non funzionano più. Sono necessarie nuove leve che, da cristiani, possano dare un contributo per modelli sociali di sviluppo non soltanto basati sul profitto, ma anche su forme di mutualità e di cooperazione orientate al bene comune. Educazione e cultura, giustizia sociale, famiglia e vita.

6) Diventare imprenditori di se stessi: prendendo coscienza della propria forza puntando sulle proprie idee, valorizzando il proprio talento e ciò che sappiamo fare sfruttando al massimo le nostre conoscenze e competenze diventa sempre più necessario. Parole d’ordine: intraprendenza, capacità di reagire alle difficoltà, mettersi in gioco, lottare, partecipare per realizzare un’officina creativa di giovani talenti.

7) Cercare la fiducia e dare la fiducia, termine che non deve intendersi né come “affidamento cieco” né come atto formale ritirabile in ogni momento. Avere fiducia significa essere attrezzati o muoversi per esserlo per affrontare la vita e il mondo. La fiducia nel futuro nasce dalla responsabilità del presente e quindi  il nostro impegno deve essere profuso in sinergia con il mondo reale.

Caro studente è insieme a te allora che noi dell’Accademia SantaGiulia vogliamo proporre e sviluppare nuove iniziative che confluiscano in una coerente azione generale che consegua gli obiettivi – di fondamentale rilevanza etica – di incrementazione delle nuove idee, per essere pronti ad ogni evenienza. Eventualità che potrà verificarsi prendendo linfa vitale  dal coraggio, dalla tenacia, dal tuo credere per rigenerare.

E solo tu puoi farlo!