MOSTRA DAL 20/05/2007 al 20/06/2007: AGOSTINO GHILARDI
La Costellazione della Vergine

La Costellazione della Vergine, mostra personale di Agostino Ghilardi, docente di Scultura presso l’Accademia SantaGiulia.

"La produzione artistica di Agostino Ghilardi è ricca di opere raffiguranti le costellazioni; infatti la sua ricerca volge costantemente un occhio alla magia delle stelle e trae energia dall’ordine e dall’immutabilità del cosmo traducendola in un ordine terrestre. Il gruppo scultoreo raffigura una galassia tra le più ricche, la costellazione della Vergine, la quale raggiunge la massima visibilità nel
mese di maggio. Mitologicamente riconducibile a diversi personaggi femminili, solitamente viene identificata con Diche, dea della giustizia, figlia di Zeus e di Temi o con Astrea, figlia di Astro, padre delle stelle e di Eos, dea dell’aurora o, in un’altra interpretazione, come Demetra, dea del frumento, che per salvare la figlia, rapita da Ade, dopo aver girato in lungo e in largo la terra, si rivolse all’Orsa Maggiore, al Sole e a Zeus per ricevere aiuto.
La sua stella più luminosa prende il nome di Spica, facilmente individuabile guardando a sud in una zona relativamente povera di stelle brillanti, tanto che gli arabi la chiamavano ‘la solitaria’ ed è raffigurata con una spiga in mano secondo la tradizione romana che identifica la Vergine nella protettrice dei raccolti.
Altre stelle, tra le sue più luminose, confermano il legame tradizionale con la Madre Terra: Porrima, protettrice delle nascite e Vendemiatrix, dal latino vendemmiatrice, che sorge prima del sole durante il mese di Agosto e dà inizio alle operazioni di vendemmia.
Il legame tra le opere e la costellazione è sottolineato da alcune particolari scelte effettuate nel percorso di creazione; le statue poggiano su supporti di diverse altezze che sottolineano un concetto di spazialità necessariamente disuguale ad imitazione del reale ed accentuano il movimento verticale dello sguardo spettatore verso l’alto fino alla volta celeste. Il movimento della costellazione è evidente dalla serie di manti che coprono le statue i cui panneggi mostrano chiaramente la direzione del vento esplicitando la similitudine tra immutabilità del cielo e l’eternità dell’arte. L’invenzione formale delle  voluminose terrecotte, silenziose e misteriose presenze plastiche quasi metafisiche, è carica di suggestioni poetiche atta a statuire una fusione  nell’unità del tutto tra cielo, uomo e terra. La raffinatezza del modellato nelle fattezze dei volti conferisce alle opere una valenza ancestrale, le immerge in una dimensione senza tempo secondo la sensibilità artistica di un autore che trae la propria energia creativa attingendo alla memoria collettiva e si fa tramite tra l’uomo e l’incantesimo del creato." (Francesca Gnocchi)

Luogo mostra: San Gervasio Bresciano, Ristorante D&Gustibus

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