MOSTRA DAL 07/03/2010 al 18/04/2010: STUDENTI ARTI VISIVE
Donne - L’universo femminile interpretato da giovani artisti

La figura femminile è da sempre il più intrigante enigma che il sensibile mondo
dell'arte e la storia generale abbiano affrontato. Coglierne un'essenzialità ed una unicità sembra essere la sfida continua della ricerca artistica, ma i molteplici significati della donna lasciano spazio ad un universo di emozioni tendente all'infinito.
La donna rappresenta la bellezza e l'armonia assoluta.
Essa è l'archetipo della dimensione umana, misteriosa fonte di vita e profonda
conoscitrice della natura, di un divenire difficile e costante. Essa è come una Giuditta dell'era moderna, austera e spietata, che tutto brucia e tutto può annientare. Essa è amore, amante, amica, compagna, madre, figlia, mito... Essa è forma.
La Comunità Montana di Valle Trompia - Sistema museale è lieta di presentare la mostra di arte contemporanea “Donne. L’universo femminile interpretato da giovani artisti”, che si terrà da domenica 7 marzo a domenica 11 aprile presso il
Museo I Magli di Sarezzo.
L’iniziativa nasce dalla creatività e dalla volontà delle operatrici museali del “Gruppo Fucina Animata”, composto dalle giovani artiste Veronica Ghidini ed Elisa Martinelli e dalla bibliotecaria Federica Baldussi, di valorizzare il museo e i suoi spazi espositivi.
Dopo il buon successo delle attività ludico-creative per bambini 4-11 anni “La Fucina Animata”, il Gruppo propone ora un’ampia programmazione di mostre ed eventi che intendono promuovere il museo presso il pubblico degli adolescenti e degli adulti.
La Mostra “Donne. L’universo femminile interpretato da giovani artisti” vede la partecipazione di otto giovani pittori e scultori (per un totale di 20 opere d’arte) e di due poeti che, attraverso le più svariate tecniche artistiche, tra colori, forme e poesia, si uniscono per celebrare le mille sfaccettature della donna, fonte inesauribile d'ispirazione artistica oggi e sempre.
La mostra ci accoglie con il light-box di Veronica Ghidini, una rielaborazione digitale retroilluminata. Essa presenta il particolare di una gestante che porta in grembo sé stessa. Frutto della riflessione riguardante il verbo “naturare”, ovvero il produrre della natura la sua realtà provocando uno sdoppiamento fra soggetto dinamico e oggetto statico, questa donna affronta una rinascita di sé stessa in una natura che è avvenuta ma non ancora realizzata definitivamente.


MariaPaola Raneri osserva in silenzio giovani donne e trasferisce poi le sue impressioni all'interno dei dipinti. Adolescenti che si trovano in quel periodo della vita in cui non si è ancora completamente adulte, un momento critico con tutte le sue complessità ed i suoi disagi. I volti di queste ragazze presentano sempre quel “non so che” di malinconico, incompreso e al tempo stesso poetico.
Giada Zubani presenta il ritratto di una donna che considera solo sé stessa come la cosa più importante: è Giuditta, che dopo aver decapitato il proprio amante si preoccupa solo di sistemarsi l'orecchino, nonostante l'atto terribile appena compiuto. La testa decapitata della vittima non è stata inserita nel quadro volutamente, proprio per non rubare la scena a Giuditta, protagonista assoluta; solo una croce sulla destra ne ricorda la morte.
Le sculture in creta di Cristiano Ranghetto presentano donne austere e fiere, plasmate nel loro essere da sofferenze e soprusi subiti; regali ma imprigionate nelle responsabilità del proprio ruolo; donne che nella solitudine ricercano e conquistano la libertà e la serenità.
Dominante nella ricerca di Andrea Avitabile il tema dell'amore esaltato nei simboli della femminilità che tutto brucia e tutto può annientare. La sua passione poetica lascia le parole “graffiate” sulla tela, come usate per scarnificare un sentimento, per violare un'intimità con evidente ricorso ai temi della ritualità, del sogno e quasi della violenza. La scelta stessa delle parole “buttate” sulla tela sono un complemento, o un filo conduttore, a questa non risolta ambiguità di un amore che è amore ma nello stesso tempo odio, che è vita ma anche distruzione della vita.
Mario Colosio trasmette con le sue poesie sensazioni, emozioni, attese...Poche parole per i pensieri di un istante, rivolti verso la donna amata, la madre o la figlia...
Alessandro Rizzini scrive poesie cariche di elogi, omaggi e ringraziamenti alla donna per eccellenza, per la sua importanza nella società, per la sua semplicità e per l'amore di madre.
Ritroviamo ancora la consapevolezza della donna sofferente nella scultura in creta di Alberto Rodolfi, rappresentante la disperazione di una madre che ha perso la vita del figlio in seguito ad un aborto.
Letizia Bui mette in risalto la forza e la sofferenza della donna che porta dentro di sé le cicatrici di un dolore patito, in larga misura psicologico, spesso dovuto a fattori sociali e culturali. Discriminazione, emarginazione, rassegnazione sono condizioni che accomunano molte donne e che producono segni invisibili che riaffiorano però dal profondo. Utilizzando una tecnica molto simile alla “scarificazione” (pratica molto dolorosa utilizzata da varie tribù africane da sopportare nel più assoluto silenzio), Letizia ci mostra fotografie e video di un corpo che parla in nome della donna.
Elena Volongo riflette sulla concezione della donna moderna: una figura femminile lasciata sola con i suoi pensieri confusi e labirintici che riempiono lo spazio tutto intorno a lei; due donne a confronto, due culture differenti, due costrizioni diverse...perché i canoni ai quali ci si deve attenere non sempre hanno la forma di un burqa, a volte hanno le fattezze di una borsetta alla moda.

La Mostra verrà inaugurata domenica 7 marzo, Giornata internazionale della donna, alle ore 18.00 presso il Museo I Magli di Sarezzo, Via Valgobbia 19. L’evento sarà arricchito dalla proiezione di fotografie storiche della Valle Trompia
“Vite di montagna: le donne raccontano”, a cura di Franco Ghigini e Alice Podestini, e da un aperitivo per il pubblico. Ingresso gratuito.
La Mostra sarà visitabile, dal 7 marzo all’11 aprile, tutti i sabati ore 14.30-18.30 e tutte le domeniche ore 14.00-18.00, previo pagamento del biglietto d’ingresso al museo (3,00 € intero, 2,00 € ridotto).

Luogo mostra: Sarezzo (BS)