MOSTRA DAL 17/01/2011 al 17/01/2011: ALESSANDRO CAPOZZO
Se il software è un fiore o una libellula

C'è vita oltre lo schermo. Codici digitali, algoritmi, sequenze numeriche escono dalla dimensione virtuale e si tramutano in forme animate che crescono e si muovono rispondendo a input che, una volta lanciati, generano esistenze autonome. È l'eterno interrogativo sulla creazione, sul confine sottile che divide il «codice» genetico o informatico e la sua trasformazione in organismo vivente. Certo, qui siamo nel mondo virtuale, ma le opere di Miguel Chevalier, veterano dell'arte digitale, Alessandro Capozzo e Alex Dragulescu tentano un affondo in questa delicata materia. Dalla fascinazione per le serialità numeriche, Chevalier passa all'indagine sulla «visualizzazione» di forme generate da algoritmi, nel video-erbario di fiori che sbocciano sotto gli occhi dello spettatore e nell'animazione interattiva dei «Fractal Flowers» da cui trae stampe e sculture digitali. Dai files dei virus informatici Dragulescu materializza entità inquietanti che danno sostanza ai nostri incubi informatici. Alessandro Capozzo, coautore dell'opera insieme all'artista Katia Noppes (anch'essa docente presso l'Accademia SantaGiulia), cattura sul video la crescita «vegetale» di forme generate da software. O immagina la liberazione, sotto forma di ali di libellula, di pure linee di forza dal «bozzolo» di tastiera e computer.

Luogo mostra: Galleria Paci Arte