MOSTRA DAL 21/05/2008 al 29/06/2008: COLLETTIVA DEGLI STUDENTI
Natura Naturata

Martedì 3 giugno 2008, alle ore 19:00, presso la sede della galleria d'arte contemporanea I monaci sotto le stelle (Brescia, via San Zeno 119), si inaugura Natura Naturata, esposizione collettiva degli studenti dell'Accademia SantaGiulia.

La rassegna nasce anche dall'esigenza - sempre più sentita dagli studenti delle Accademie - di entrare precocemente a contatto con quell'entità fluida ed esigente che è il mercato dell'arte, con cui giocoforza l'artista del XXI secolo deve confrontarsi. Per l'Accademia si tratta dunque di uno strumento attraverso il quale ampliare ulteriormente la propria offerta formativa.

La mostra, dedicata all'eponimo tema filosofico, sarà aperta sino a domenica 29 giugno 2008 durante gli orari d'apertura del ristorante annesso alla galleria.

 

Natura Naturata

Data l'ampiezza del tema, e data l'assoluta libertà che si è voluta lasciare agli studenti coinvolti, non è semplicissimo tracciare un filo conduttore tra le opere dei molti artisti coinvolti.
Curiosamente, però, è quasi possibile tracciare una sorta di storyboard cronologico tra il momento del caos, il momento dell’ordine, ed infine un momento – quello odierno – in cui il rapporto tra la natura e l'uomo sembra quasi ribaltato, e in cui in molti casi la natura appare sottoposta ad attacchi sempre più micidiali da parte dell’uomo.
Così, c’è chi ha visualizzato un istante autenticamente primordiale, in cui masse di materia accesa ribollono magmaticamente in una sorta di caotico vortice (Maria Paola Raneri, Letizia Bui, Katia D'Angelo); e c’è chi invece si è soffermato su una luce intesa quale strumento di vita – una luce che naturalmente è al contempo fisica, corpuscolare, e (soprattutto) divina (Alessandra Zanardini). C’è poi chi ha riflettuto sul mondo vegetale, quasi individuando nella fotosintesi clorofilliana – anch’essa attivata dalla luce – uno dei simboli dell’incessante evoluzione della natura; e si sono mossi tra i due estremi costituiti dagli steli e dai petali delicati di fiori brillanti ed effimeri – da una parte – e di un albero estremamente materico, attaccato alla terra e sinonimo di lunga durata (Graziella Belotti, Milena Berta, Giovanna Costantino).
Ancora, alcuni studenti hanno lavorato sulla natura animale, individuando ad esempio il cavallo quale simbolo della forza, dell’impulsività, dello scatenamento vitalistico – secondo una linea certo non nuova: basti pensare alla Città che sale di Boccioni o forse, meglio ancora, a quell’attestazione di vitalità espressa in negativo da Montale, quando nel cavallo stramazzato al suolo legge un valido simbolo di quel male di vivere che lo tormenta (Chiara Palamini).
E infine, naturalmente, c’è chi ha riflettuto soprattutto sull’uomo: un uomo che partecipa alla trasformazione della natura ora in modo assolutamente naturale, attraverso il miracolo della vita che si esprime nella maternità, ora invece intervenendo pesantemente sul suo stesso corpo o persino sulla natura a livello macroscopico – con tutte le conseguenze del caso (Marco La Rosa, Alice Prestipino, Roberta Rossi, Giovanni Saviola). E non manca chi invece ha voluto bloccare lo scorrere del tempo umano in un'opera che rimanda ad atmosfere sospese alla Vermeer o alla Hopper (Francesca Longhini).
Infine, c’è anche chi ha cristallizzato l’istante in cui la scimmia si tramuta in uomo e l’uomo si trasforma in sirena (Sara Gallotto, Stefania Sansoni): ovvero l’istante in cui, in fondo, l’evoluzione della natura assume le sembianze di quel sogno di metamorfosi che avvince l’uomo sin dalle sue origini più remote.

Luogo mostra: Brescia, Galleria

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